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Bardi fa il superman, Maxi torna al gol e Rafa è già nel mirino

Bardi fa il superman, Maxi torna al gol e Rafa è già nel mirino

Il Chievo fa il colpo a Napoli grazie al portiere livornese Azzurri sommersi di fischi, stagione già compromessa

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NAPOLI. «Io ho contato trenta tiri in porta e dieci occasioni nette, se il primo tempo finiva 3-0 non c’era nulla da dire; purtroppo il gol l’hanno fatto loro e noi abbiamo perso lucidità, il finale è stato brutto. Però sono cose che succedono, non sono preoccupato. C’è tempo per recuperare».

Rafa Benitez questa volta non è solo diplomatico, la sua è una bugia evidente, sia pure detta a buon fine. Può essere tecnicamente considerata in crisi una squadra dopo appena due giornate di campionato? Il Napoli, probabilmente, lo è. Il Chievo, complice un rigore di Higuain parato da Bardi (strepitoso e decisivo il portiere livornese, ha salvato almeno 4 gol fatti) e colpendo all’improvviso con un gol del redivivo Maxi Lopez sbanca il San Paolo, confermandosi bestia nera degli azzurri. I fischi assordanti dei tifosi delusi a fine match aprono subito scenari inquietanti e nebulosi per Benitez, per la sua squadra e per la società.

Il tecnico madrileno sabato aveva chiesto in conferenza stampa unità di intenti e compattezza, ma la sconfitta di ieri rafforza le polemiche e le divisioni fuori della squadra e, probabilmente, anche all'interno della stessa. Nel mirino dei tifosi c’è innanzitutto il presidente Aurelio De Laurentiis ritenuto, a causa della campagna acquisti sparagnina, il responsabile di tutti i mali di una squadra che arranca e sembra molto spesso in balia degli avversari, a prescindere dal valore di questi ultimi.

Il Chievo fa il compitino assegnato dal maestro Corini alla perfezione, nella circostanza giovandosi di un portiere quasi imbattibile. Ma Bardi a parte, il 4-5-1 con il quale il tecnico veneto fa scendere in campo la sua squadra basta e avanza per mettere in crisi gli ingranaggi del Napoli che non è mai lucido, non sa da che parte attaccare e soffre per lo stato fisico deficitario di buona parte dei suoi uomini. Circostanza difficilmente spiegabile, visto che siamo appena alla seconda giornata e che gli azzurri avrebbero dovuto puntare ad una preparazione atletica in grado di farli arrivare al top proprio nella prima fase della stagione, in concomitanza con il playoff di Champions. Invece così non è, a metà settembre la Coppa è già andata e la vetta del campionato si allontana subito, in pratica la stagione azzurra rischia di finire nel cestino prima ancora di entrare nel vivo.

Che cosa non funziona nella squadra di Benitez? Intanto la forma fisica, poi gli schemi d'attacco naufragati contro una difesa tosta e concentrata, ma non certo composta di fenomeni. L'assenza per ferie del tecnico madrileno, rientrato a casa sua a Liverpool dopo la gara di Genova e tornato a Napoli soltanto giovedì, avrà contribuito a destabilizzare la squadra, a farle mancare grinta e convinzione? Domanda magari tendenziosa, ma lo spettacolo desolante offerto ieri da Higuain e compagni fa sorgere tanti dubbi. Il Napoli oggi è una squadra scollata che gioca con un modulo velleitario: difesa cronicamente fragile e troppi giocatori fuori ruolo come Hamsik e Insigne; se toppa anche il “Pipita” il cerchio è chiuso. La sconfitta di ieri è immeritata, ma anche un pareggio avrebbe cambiato poco: i traguardi si allontanano e Benitez potrebbe pagare per tutti. Il tempo per invertire la rotta, in realtà, è poco.

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