Gioco
Venucci, che leader «Io e Mario Gigena coppia incredibile»
La guardia del Don Bosco è stato il migliore nei primi test «Siamo giovani e freschi e la nostra difesa sta funzionando»
LIVORNO. Piacere, Venucci: il nuovo playmaker della Pallacanestro Don Bosco si è presentato alla città nel migliore dei modi. Convincendo.
Strapazzando il Golfo Piombino (25 punti), e poi azzannando la giugulare della Mens Sana Siena 1871 nella finale del Memorial “Francesco Scali” con un layup a fil di sirena. Mattia, quanto vale a livello emotivo il successo ottenuto a Venturina?
«Ci siamo radunati appena un mese fa, ma credo che la strada intrapresa sia quella giusta; vincere aiuta a vincere e partire con il piede giusto una stagione è sempre di ulteriore stimolo. Si è vista la volontà di non mollare mai, e in un campionato così competitivo (Serie B, ndr) è una peculiarità di cui non potremo mai fare a meno al cospetto di formazioni con più talento e più fisicità».
Tecnicamente parlando, gli addetti ai lavori sono stati piacevolmente sorpresi da un gioco molto dinamico e una difesa aggressiva…
«Le nostre caratteristiche c’impongono necessariamente di sfruttare energia e freschezza dettate dal fatto di avere così tanti giovani nel roster. E la difesa “mani addosso” non altro che è l'espressione della voglia di vincere di cui parlavo in precedenza; contro Piombino siamo riusciti ad imporre gioco e ritmo, maturando un buon vantaggio poi mantenuto fino alla fine. Contro Siena, invece, abbiamo recuperato sette punti negli ultimissimi minuti e la lucidità mentale ci ha permesso di avere ragione pure dei senesi».
Protagonista appunto di due grandi prestazioni, ti senti già il leader insieme a Mario Gigena?
«Coach Quilici, che già mi conosceva, è stato bravissimo a riconoscere da subito le mie doti offensive; e tanti meriti vanno anche ai ragazzi, i giovani reclamano consigli e io ho fatto altrettanto con Mario. Giocare al suo fianco sarà un'esperienza incredibile».
Per Mattia Venucci quanto è importante essere un titolare del Don Bosco?
«Non vorrei esagerare, ma per me è un sogno che si avvera; il Don Bosco è un'organizzazione da massima serie prestata alla Serie B in grado di far esprimere al meglio ogni singolo giocatore.
Pensate, a casa ho ancora una foto da bambino con Daniele Parente, il capitano dell'allora Mabo Livorno».
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