Gioco
Torna il capitano Luci dopo 7 mesi riparte dalla panchina
Gautieri lo vuole accanto a sé lunedì contro il Latina Non sarà utilizzato ma respirerà il clima della partita
LIVORNO. Subito la notizia: Andrea Luci lunedì andrà in panchina contro il Latina. Quasi impossibile il suo impiego, probabilmente Gautieri vuole fare respirare al capitano il clima della partita per poi utilizzarlo a tempo pieno tra 10-15 giorni. Andrea si sta allenando con la squadra senza particolari problemi.
Duecentosei giorni. Tanto tempo è passato da quel maledetto 16 febbraio quando il ginocchio sinistro di Andrea Luci fece crac. Nel sole quasi primaverile di Sardegna il Livorno colse un successo che profumava di salvezza. 2-1 al Cagliari nel cantiere del Sant'Elia e solide speranze di permanenza in serie A. Purtroppo fu gloria effimera pagata a prezzo altissimo: la lesione completa del legamento anteriore del ginocchio estromise dalla lotta il capitano e stagione finita. Un'assenza che a lungo andare si rivelò esiziale. Che beffa! Proprio nel giorno del successo più pesante il campionato amaranto aveva imboccato una strada senza uscita.
Le tappe della rinascita. Il 16 febbraio l'infortunio. Il 21 l'operazione di ricostruzione del legamento effettuata dall'equipe del professor Mariani lo stesso che aveva “salvato” il mondiale 2006 di Totti dopo la frattura della caviglia rimediata in uno scontro con Vanigli. La breve degenza nella clinica romana di Villa Stuart e poi a casa tra le braccia della moglie Lisa e dei figli Marco e Edoardo, la medicina migliore del mondo. Ma siccome da un trauma come quello subìto sul prato del Sant'Elia non si guarisce solo con l'intervento chirurgico e l'amore delle persone più care, Andrea fin da subito ha iniziato la riabilitazione: cyclette, piscina. Sofferenza e determinazione. Il capitano non giocatore è rimasto accanto ai suoi compagni che nel frattempo naufragavano verso la serie B. No, lui non ha fatto come Schettino. La nave non l'ha mai abbandonata. Tra una seduta di terapia e l'altra spesso si è presentato al Centro Coni per dare un sostegno diverso: non concreto, ma morale. Di esempio, di atteggiamento pugnace.
Estate di passione. Mentre tutti i calciatori erano in vacanza lui ha continuato a lavorare da solo. A luglio un momento di sconforto per via del riacutizzarsi di un piccolo dolore al ginocchio. Roba da poco, ma sufficiente per togliere il sonno a uno abituato a lottare, ma segnato dall'esperienza negativa dell'infortunio. Poi l'inesorabile risalita. Perché la forza di volontà è più forte di tutto. Anche della sfortuna. Andrea ha stretto i denti. Non ha partecipato al ritiro di Castellaro, ma a fine luglio è salito insieme ai compagni sul pullman con destinazione Acqui Terme, la località sede della seconda parte della preparazione estiva.
Andrea c'è. Nelle ultime settimane il miglioramento della tenuta del ginocchio è stato veloce, inesorabile perché nella vita il lavoro paga sempre. Dapprima il capitano ha effettuato lavoro differenziato. Poi gradualmente è rientrato in gruppo. La scorsa settimana, quasi sette mesi dopo l'infortunio, si è allenato regolarmente con i compagni di squadra. E ora vuole rientrare perché l'idea di mordere ancora il freno non lo entusiasma affatto.
Rientro col Crotone? A questo punto resta da indovinare la data del suo rientro. Il ginocchio è clinicamente guarito. È ovvio che non è ancora stato sottoposto alle sollecitazioni degli scontri di gioco per cui, anche se il capitano è pronto, cautela vuole che passi ancora qualche settimana prima che Luci torni nella mischia. Indicativamente potrebbe tornare il campo il 27 settembre per Avellino-Livorno. Più probabilmente lo rivedremo a lottare in mezzo al campo il 4 ottobre con il Crotone. Sempre lì. A recuperar palloni. Una vita da mediano. E da capitano. Forza Andrea!
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
