Il Tirreno

Livorno

La Niccolini porta a casa un bel bronzo

di Mario Orsini
La Niccolini porta a casa un bel bronzo

Pattinaggio: impresa agli Europei Junior della livornese. «Ripagati i miei sacrifici: tutti i giorni vado ad allenarmi a Prato»

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LIVORNO. Medaglia di bronzo ai campionati europei di pattinaggio per Benedetta Niccolini. Diciotto anni compiuti l’otto febbraio, studentessa al liceo Cecioni, nella 5ª C, dell’indirizzo Scienze Umane. La bellissima performance a Roccaraso nella categoria Junior degli obbligatori, davanti a mamma Barbara e babbo Andrea, felici di vederla sul podio.

«È stata un’emozione difficile da descrivere» le loro parole. Per i genitori e per tanti altri, anche dello staff della nazionale, la medaglia vinta da Benedetta poteva essere ancora più luccicante se il giudizio della giuria, nella terza delle quattro prove previste, «quella delle boccole», fosse stato meno penalizzante.

Contenti dirigenti e tecnici della FIHP, cominciando dalla responsabile Laura Ferretti, maestra di pattinaggio anche al circolo La Rosa e dal presidente regionale Mario Tinghi.

Quello tra Benedetta e il pattinaggio è un amore che non conosce sacrifici. Giornalmente, in auto con la mamma percorre oltre 200 chilometri, con i libri di scuola tra le mani, per andare ad allenarsi a Prato, sotto la guida dei due tecnici: Raffaello Melossi e Barbara Audiberti.

Benedetta aveva già assaporato il profumo della nazionale e vinto una medaglia d’argento nel 2011 nella coppa di Germania.

Dopo un 2013 costellato da infortuni, quest’anno ha fatto incetta di medaglie a tutti i livelli. Compresa quella di bronzo ai tricolori di Calderara di Reno.

Ma ascoltiamo le parole di Benedetta: «I sacrifici sono tanti ma la passione che ho per il mio sport è superiore a tutto. Non è facile conciliare studio e allenamenti ad alto livello, ma con un po' di buona volontà tutto è possibile. Enorme è stata l'emozione di sfilare, indossando il body della nazionale, nella cerimonia di apertura».

Poi i ringraziamenti: «Ai miei allenatori che mi supportano e mi sopportano in ogni momento, all’insostituibile ct Antonio Merlo, alla mia famiglia, ai miei compagni di squadra. E a tutti i livornesi che mi vogliono bene. La città dove vivo, studio, e nella quale sono cresciuta, anche sportivamente merita non una ma mille citazioni».

Infine un doppio ricordo. Al grande Giovanni Orsucci che per primo le ha fatto scoprire il mondo del pattinaggio. E al nonno che da lassù avrà sicuramente fatto il tifo per lei. Brava Benedetta, avanti così.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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