Il Tirreno

Livorno

A tutto Spinelli: «È il Livorno che voglio»

di Fabrizio Pucci
A tutto Spinelli: «È il Livorno che voglio»

«La vecchia guardia è decisiva, con loro non sarei retrocesso. Vado avanti senza sponsor e mi piace il nuovo sindaco

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La soddisfazione per il bel successo di Brescia è una tanica di benzina versata sul fuoco dell'entusiasmo di Aldo Spinelli. E' un inizio di settimana dolcissimo per il presidente. Il barometro del suo umore segna sereno e lui torna a parlare da tifoso. Spazia su tutti gli argomenti: dai rapporti con il neo sindaco Nogarin alla spinosa questione del main sponsor passando per la situazione di Siligardi e degli altri giocatori con il contratto in scadenza: «Prima di tutto, però - dice subito - voglio fare i complimenti alla squadra per la vittoria di sabato. Siamo migliorati sul piano atletico e caratteriale. Il rigore sbagliato avrebbe abbattuto qualsiasi squadra, ma non il nostro Livorno che ha reagito e vinto con pieno merito. E sia chiaro: a Brescia non sarà facile per nessuno. Il blitz è di quelli pesanti».

Ottima prestazione, vittoria che vale doppio, ma che peccato vedere quelle maglie senza sponsor…

«Eh già, ma Carige non poteva più abbinare il suo marchio al Livorno. La Banca d'Italia ha intimato al gruppo genovese di non esportarlo fuori dai confini della Liguria».

Per il Livorno è un mancato introito non da poco…

«E' così, ma che cosa vogliamo farci? La crisi fa sentire i suoi effetti. Anche in serie A ci sono tante squadre senza sponsor. Pensate che non ce l'hanno neanche Genoa, Samp e Roma».

Che ripercussioni ha sulla gestione della società e quindi sulle ambizioni l'assenza del main sponsor?

«Nei fatti nessuna. Vado avanti ugualmente. Ci arrangiamo così».

Siete in trattativa con qualche eventuale partner?

«Macché. Siamo a zero. All'orizzonte non c'è niente. Sogno di stampare sulle nostre maglie il nome di un'azienda di Livorno. Ma in questi quindici anni il tessuto imprenditoriale cittadino non mi ha dato un euro per cui non ci spero neanche più».

A proposito di rapporti con la città. Ha conosciuto il nuovo sindaco Nogarin?

«Non di persona, ma ci siamo sentiti al telefono».

Impressioni ?

«Molto positive. Il nostro è stato un colloquio molto cordiale. Da parte sua ho avvertito grande disponibilità al dialogo. E' normale che sia così visto che entrambi lavoriamo per il bene della città: io in ambito sportivo e lui politico. Penso proprio che ci incontreremo la prossima vola che verrò a Livorno».

Siligardi a Brescia ha confermato di essere un crac per la categoria. Entrato lui, la partita è cambiata.

«E' vero. Sono felice che sia rimasto. Godiamocelo per un altro anno».

L'ultimo anno?

«Fino a giugno di sicuro. A gennaio non voglio sentir parlare di sirene provenienti da altre società. La serie A? Che la raggiunga con il Livorno».

Pensa di proporgli il rinnovo del contratto?

«Non mettiamo il carro davanti ai buoi, ma mi piacerebbe vederlo ancora a Livorno. Insomma ci proviamo. Poi è chiaro che i matrimoni si fanno in due».

Ha più parlato con il giocatore?

«Certo. Mercoledì in gran segreto ho fatto un blitz a Livorno e ho incontrato tutta la squadra. Ho visto Siligardi carico e motivato proprio come tutti i suoi compagni. E comunque tornerò di sicuro per incontrarlo e discutere del suo futuro. E lo stesso farò con quanti hanno il contratto in scadenza».

Che cosa ha detto ai ragazzi?

«Sono stato sincero. Ho parlato con il cuore in mano. Loro portano sulla pelle il colore di Livorno per cui sono in prima istanza patrimonio della città. Poi dei tifosi. Io? Vengo dopo insieme all'allenatore».

Pres, è la prima volta che si esprime in questi termini. Che cosa è cambiato rispetto al passato?

«L'anno scorso ho ricevuto una lezione che ho pagato a caro prezzo».

A che cosa si riferisce? Alla retrocessione poco dignitosa?

«Quella è la punta dell'iceberg. L'errore più grave commesso nell'ultima stagione? Avere mandato via i giocatori della vecchia guardia quelli che hanno sempre dato tutto per l'amaranto. Chi difende degnamente la maglia del Livorno non dovrebbe mai andare via e merita di essere confermato. Sono stato mal consigliato. Sono convinto che se avessimo mantenuto lo zoccolo duro della squadra che aveva vinto il campionato, avremmo meglio e non avrei buttato via tanti soldi. Ma li avete visti i nostri ragazzi a Brescia? Belingheri, Mazzoni, Bernardini, Lambrughi: è tutta gente che vuole bene al Livorno e l'anno scorso ci avrebbe fatto comodo. Li elogio tutti senza distinzione».

Mettiamola così. Sono tornati e ora c'è la possibilità di far bene…

«Sì. Anche perché non sono mica da soli. Ci sono altri giocatori di spessore. Moscati mi entusiasma. E poi quel Mosquera! Vi rendete conto che non giocava mai l'anno passato. Mi piace molto anche Vantaggiato».

Presidente, ma qual è l'obiettivo reale del Livorno?

«Vogliamo divertirci e fare bene. La serie A? Se la centriamo sono felice. Anche perché a quel punto farei di testa mia e non lascerei partire nessuno. Ripeto: chi gioca rispettando la maglia merita di restare. Questo è un gruppo sano, forte e con l'atteggiamento giusto».

Gautieri ha ingranato la marcia…

«Sì. Il mister sta lavorando bene. Sabato ha caricato a puntino la squadra. Ora siamo attesi da una partita difficile con il Latina».

Beh, i tre punti di Brescia sono un carico di autostima in previsione del match con i pontini…

«Su questo non c'è dubbio, ma noi dobbiamo preparare la partita con il Latina come se dovessimo giocare con la Juventus. In questo campionato non c'è nulla di scontato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web