Il Tirreno

Livorno

Umiliato in casa il Prato targato Inter

di Pasquale Petrella
Umiliato in casa il Prato targato Inter

Per il Tuttocuoio di Ponte a Egola un sogno che si realizza, delusi i tifosi di casa accorsi numerosi al Lungobisenzio

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di Pasquale Petrella

PRATO

«Nemmeno in sogno ho mai lontanamente immaginato di poter venire al Lungobisenzio e vincere per 4 a 1. Da Prato ci sono passato tante volte per andare a giocare a Vaiano, a Vernio, a Signa. Arrivare a giocare nello stadio di Prato era già un successo, averci vinto con un risultato così pesante è un’emozione indescrivibile». Se questo è il pensiero di Massimiliano Alvini, tecnico del Tuttocuoio e autore di sei promozioni dai Dilettanti, quando andava a giocare in Valbisenzio, alla Terza serie con la società di Ponte a Egola, figuriamoci quale può essere l’umore di chi avrebbe voluto fare di questo debutto fra le mura amiche il biglietto da visita di un’intera stagione.

Si mastica amaro in casa Prato e si fa di necessità virtù. Si cerca di giustificare un Bocalon alla sua prima partita in biancazzurro, una squadra che deve ancora capire che cosa vuole fare da grande, essendo interamente nuova rispetto alla passata stagione. Ma l’amarezza non è tanto per i professionisti quanto per quei tifosi che hanno riempito lo stadio, praticamente facendo registrare il tutto esaurito degli attuali 1700 posti agibili del Lungobisenzio dei quali 726 abbonati, mai così tanti negli ultimi venti anni. I tifosi biancazzurri aspettavano le prodezze di Bocalon e di Rubino, magari imbeccati da un abile Fanucchi ed invece a spezzare l’incantesimo, che pure si è trascinato per tutto il primo tempo, è stato il ventenne ivoriano, Konate che dopo un avvio anonimo ha trovato l gol della domenica sparando un bolide rasoterra fra una difesa biancazzurra che ha lasciato parecchio a desiderare. Un gol a freddo ad inizio secondo tempo. «E’ stato un gol che la mia squadra non si aspettava e che ci ha tolto fluidità di manovra e sicurità nel gioco» analizza il tecnico del Prato, Vincenzo Esposito. E non gli si può dare torto visto che da quel momento i biancazzurri sono entrati in bambola e dopo pochi minuti sono stati salvati dalla traversa sul colpo di testa di Colombini ma senza riuscire ad arginare uno stratosferico Colombo che dopo aver trascinato la squadra risultando il migliore in assoluto di tutto il match, si toglie anche la soddisfazione di firmare il gol del raddoppio. Certo a questa rete c’è l’immediata risposta del Prato con il gol di Bandini. Un gol che riaccende le speranze del Prato. Ma sono speranze mal riposte visto che è il Tuttocuoio a giocare meglio, a saper sfruttare i contropiedi e a saper impostare con rapidità la manovra. I biancazzurri sono spesso prevedibili e, soprattutto, dalla trequarti in su hanno poche palle e poche idee. E se in avanti ci sono ancora molti ingranaggi da oliare, in difesa c’è assolutamente da cambiare registro perché prima l’autorete di Pasa e poi l’azione che ha permesso a Konate si segnare il suo secondo gol personale, hanno messo in evidenza una enorme mancanza di feeling fra i vari giocatori. Nell’azione dell’autorete c’è una grande incomprensione fra Pasa e Ivusic. Nel gol che ha chiuso il match, ancora Pasa e questa volta Bandini, si sono scontrati nel tentativo di andare entrambi a liberare la sfera dall’area di rigore, servendo di fatto un Konate che è stato bravo a pescare il suo secondo jolly di giornata.

E così è festa grande per il Tuttocuoio che può scrivere nel libro della sua storia di aver sbancato il Lungobisenzio con un perentorio 4 a 1. Per il Prato è tempo di amarezza che Ciccio Esposito ha tuttavia già metabolizzato, «anche il Lecce nella passata stagione perse le prime cinque partite e sappiamo poi come è andata». Un paragone forte che, fra le righe, fa capire che questo Prato, targato Inter, non può certo essere quello visto ieri contro il Tuttocuoio. «Abbiamo bisogno di tempo - sentenzia Esposito - Dobbiamo capire chi siamo e dove vogliamo arrivare. Certo il risultato è brutto, non ci piace e ci dispiace che sia maturato davanti a tutto il nostro settore giovanile che è venuto a sostenerci in questa gara di debutto. Ma l’amarezza è anche per non aver saputo ripagare i nostri tifosi che sono arrivati così numerosi e che ci hanno sostenuto fino alla fine».

Purtroppo è una storia già vista per il Prato e c’è da augurarsi che i tifosi possano davvero trovare finalmetne una squadra che sappia dare risultati positivi e con continuità.

Cosa che invece sembra riesca al Tuttocuoio che dopo aver pareggiato contro la Carrarese al suo debutto, ha messo un altro importante tassello in calssifica con i tre punti presi a Prato «e che dedichiamo ai nostri tifosi e alla società che è seria e c he ci permette di lavorare in serentià» chiude un euforico mister Alvini.

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