Il Tirreno

Livorno

Due schiaffi in mezz’ora la baby Lucchese vola alto

di Luca Tronchetti
Due schiaffi in mezz’ora la baby Lucchese vola alto

Prima Calcagni e poi Nolè stendono il Gubbio nell’esordio fuori casa I rossoneri schizzano al secondo posto in classifica ma Pagliuca predica umiltà

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La Lucchese supera a pieni voti quello che alla vigilia era visto come un ipotetico scontro salvezza. In campo infatti due formazioni imbottite di under 21 con tanti calciatori provenienti dai campionati Primavera e Beretti e alla prima esperienza con il calcio dei grandi. Diciamo subito che non c’è stata partita. Aggressivi, concentrati, cinici, pronti a sfruttare ogni ripartenza i rossoneri; disorientati, impacciati, senza idee e attributi i rossoblù del Gubbio. Il 2-0 finale a favore della Lucchese - sempre vittoriosa al Barbetti nei tre incontri disputati sino ad oggi tra campionato e Coppa Italia - non fa una piega. Anzi, nella ripresa i giovanotti di Pagliuca hanno fallito almeno due nitide palle gol per incrementare ulteriormente il bottino.

Piedi per terra. Se il Gubbio è uno degli avversari che dovranno lottare per la salvezza allora la Lucchese è davvero sulla buona strada e il campionato fa meno paura. Ma Pagliuca non cade nella trappola e invita tutti a restare con i piedi per terra: «Questa vittoria è senza dubbio un’iniezione di fiducia per i ragazzi e per l’ambiente. Ma non abbiamo ancora fatto nulla. La montagna da scalare è altissima e serviranno tante altre prestazioni del genere per arrivare alla meta prefissata. Che, non mi stancherò mai di ripetere, è la salvezza possibilmente senza passare dai playout». Più chiaro di così....

La chiave tattica. La Lucchese ha stravinto la sfida grazie a un’interpretazione perfetta del match. Un avvio stile Italia di Conte con un pressing alto e asfissiante del «trio medusa» Strizzolo, Santini e Calcagni e con un centrocampo capace di controllare la gara a piacere con un distributore di palloni come Lo Sicco e due esterni stantuffo come Nolè e l’umbro Calcagni, mai come oggi profeta in patria. Nella prima frazione di gioco i padroni di casa la palla non l’hanno mai vista come ammette senza fare una piega il tecnico eugubino Leonardo Acori: «Abbiamo disputato la più brutta partita dell’anno dalla preparazione ad oggi. Sempre secondi sul pallone, incapace di alzare il ritmo, annichiliti dall’aggressività della Lucchese. Nel primo tempo non siamo neanche scesi in campo consegnando armi e bagagli la partita ai nostri avversari che sono una formazione temibile e decisamente superiore alla nostra per mentalità, atteggiamento e personalità».

La scelta di Ferrante. Ha stupito un po’ tutti la decisione di Pagliuca di schierare il talento italo-argentino di scuola Roma, Alexis Ferrante, 20 anni, ex nazionale under 17 che si è perso negli ultimi due anni dopo aver debuttato a 16 anni in Lega Pro con il Piacenza. «In settimana l’ho visto lavorare bene - dice Pagliuca che sino all’altro giorno non aveva risparmiato critiche al puntero - E ho deciso di premiarlo. Mi è piaciuta la sua voglia di mettersi a disposizione del gruppo, di rientrare a difendere. Ferretti? È arrivato con noi da pochi giorni e mi sembrava più giusto dare una chances a chi è in squadra da più di un mese».

Squadra destinata a crescere. Nonostante la prima vittoria esterna (e di campionato) della sua Lucchese, il conducator Pagliuca non si accontenta. «Questo gruppo ha grandi valori morali, ma deve crescere e molto. Specie nella gestione della partita. Sul 2-0 dovevamo essere più cinici. Abbiamo avuto a disposizione della autostrade per chiudere i conti realizzando il terzo gol, ma ci è mancato l’istinto del killer. Mi domando: e se il Gubbio, anche con una palla sporcata in mischia, avesse accorciato le distanze a un quarto d’ora dalla fine? Di sicuro avremmo rischiato di compromettere una partita dominata. Su questo punto lavoreremo in settimana». Ma intanto il popolo rossonero si gode il primo trionfo.

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