Gioco
Il set vincente firmato Djokovic
Un buon Livorno fa il colpo a Brescia grazie al croato. Cutolo si fa parare un calcio di rigore
INVIATO A BRESCIA. Da oggi Djokovic non è più un tennista. Da oggi Djokovic è quello che ci ha fatto vincere a Brescia, un ragazzo croato che di lavoro si usura i polmoni ma a tempo perso va in cielo e colpisce di testa. Splendido gol, splendida vittoria. Dopo aver balbettato in modo preoccupante contro il Carpi (per non parlare del Bassano…), il Livorno non solo rialza la testa, ma sforna una prestazione da leccarsi i baffi. Piena di qualità e carattere, piena di equilibrio tattico e solidità difensiva. Abbiamo chiuso con un gol, un rigore sbagliato e una traversa, mentre Mazzoni ha firmato solo un paio di buone parate nel primo tempo.
Quel 3 novembre 2013. Vogliamo iniziare il nostro commento da ciò che avevamo scritto ieri. Una stagione da protagonisti si costruisce non solo cercando di imporre sempre il proprio gioco, ma anche blindando la nostra porta. Pensate, il Livorno non usciva dal campo senza aver subito gol dal 3 novembre 2013: Livorno-Atalanta 1-0. Da allora tanta amarezza, tanti gol subiti, tante sconfitte. Quella era la serie A, d'accordo, ma dopo i 4 gol presi dal Bassano un po' c'eravamo preoccupati. Adesso respiriamo.
Quel rigore. Peccato perché poteva essere tutta un'altra storia se nel primo tempo Cutolo avesse buttato dentro quel pallone. Il Livorno era partito bene, solido in mezzo al campo con Mosquera più agile di Olivera, con un discreto elastico che portava la squadra ad attaccare sempre con 4-5 uomini e a difendersi con 10 uomini (tutti tranne Jefferson) dietro la linea della palla. Meglio la catena di destra con Ceccherini e Moscati, maggiore sofferenza a sinistra perché Sestu puntava spesso Lambrughi, mentre Djokovic e Lambrughi facevano fatica a trovare gli spazi per muoversi e non pestarsi i piedi. Eppure lo stesso Belingheri dopo 9' poteva portare già in vantaggio il Livorno, ma il suo destro dall'interno dell'area è stato debole e il giovane Minelli (classe '94) ha respinto in angolo. Applausi a scena aperta dello stadio per questo portierino, che però doveva ancora vivere il suo momento di gloria. Prima della mezzora c'è stato il tempo di far scaldare i guantoni a Mazzoni con un paio di tiri respinti (prima Corvia e poi Sestu), quindi siamo arrivati all'episodio del discusso rigore, assegnato, poi tolto (sembrava ci fosse un fuorigioco) e poi assegnato di nuovo. Sul dischetto Cutolo, ma il suo rasoterra è andato a sbattere sulle mano di Minelli che ha azzeccato l'angolo giusto. Bravo il portierino, ma non è che Cutolo abbia tirato un rigore memorabile. E così siamo andati all'intervallo sullo 0-0 e la sensazione di aver buttato via una grande occasione.
Djo c'e'. Ma Brescia è un campo storicamente amico e anche stavolta la faccina sorridente era dietro l'angolo. La ripresa è stato un crescendo, soprattutto quando Gautieri ha inserito prima Siligardi e poi Vantaggiato. Due cambi che hanno spaccato in due la partita. In quel momento l’unico rischio era perdere l’equilibrio ma Mosquera e Moscati hanno permesso di mantenere le distanze, di non perdere il centrocampo. E dopo una traversa di Siligardi e una bella occasione per Vantaggiato, è arrivato il gol di Djokovic. Bello, giusto, meritato.
C’era ancora da soffrire dieci minuti, ma la difesa ha tenuto alla grande. Non poteva esserci risultato più bello dell’1-0. Avanti Livorno, cerchiamo di goderci il Centenario.
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