Il Tirreno

Livorno

Profumo di fallimento? Arriva di corsa il Livorno

di Gianni Tacchi
Profumo di fallimento? Arriva di corsa il Livorno

Da Lambrughi a Schiattarella fino a Jelenic e Vantaggiato: in 5 anni una decina gli arrivi a costo zero

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LIVORNO. Estate a caccia di svincolati, usciti da società fallite e saccheggiate da altri club. Come il Livorno, che in questa sessione di mercato ha scelto la stessa strategia del 2010. Guardando le squadre cancellate dal calcio professionistico per problemi economici e prendendo giocatori a parametro zero: 4 anni fa occhi sul Mantova (e non solo), oggi sul Padova.

Lambru, Salviato e gli altri. Anche nell’estate del 2010, come ora, il Livorno era reduce da una retrocessione in serie B. In panchina arrivò Pillon.

Il mercato portò – tra gli altri – Luci, Iori e alcuni svincolati. E tra questi c’erano due terzini classe 1987, che all’epoca avevano 23 anni e si erano appena liberati dopo il fallimento del Mantova: Alessandro Lambrughi e Simone Salviato. In quattro anni “Lambru” ha collezionato 126 presenze e un gol con la maglia amaranto. Non un fenomeno, ma un giocatore importante all’interno dello spogliatoio. Non una bandiera, ma un uomo che ha attraversato tutte (o quasi) le ultime odissee labroniche. E che lo scorso anno ha toccato anche la serie A, prima di passare a gennaio in prestito al Novara. Ora il ritorno a Livorno, diventata ormai la sua seconda città.

Tre invece le stagioni di Salviato con il salmastro. Anche per lui lo shock Morosini e la festa per la promozione. Poi la cessione al Novara, seguita dal prestito al Pescara. Adesso la possibilità di rilanciarsi con il Bari. Sì, perché l'esterno padovano tornerà al Picchi da avversario. In quella finestra di mercato arrivò anche un altro 23enne, Pasquale Schiattarella dall’Ancona: l’accordo col giocatore fu trovato ad aprile, visto che aveva il contratto in scadenza a giugno, ma la società marchigiana fallì proprio quell’estate. Per il centrocampista campano 3 campionati e mezzo con il Livorno: un inizio altalenante, poi il boom con Nicola, quindi la partenza a gennaio per La Spezia. Tra i nuovi innesti c'era anche Biagio Pagano, preso dopo il crac del Rimini e passato 6 mesi dopo al Torino nell’operazione che portò Luca Belingheri a Livorno.

Jelenic e Vantaggiato. Ma non finisce qui. Perché all’epoca Luca Mazzoni rientrò dal prestito all’Arezzo, altra società che quell’estate incontrò il fallimento. E quest’anno è tornato dopo l’esperienza con il Padova, appena scomparso dal calcio professionistico. Con lui sono arrivati altri due ex biancoscudati: prima Enej Jeleni?, jolly interessante a disposizione di Gautieri, ora Daniele Vantaggiato, che completa l’attacco amaranto.

Un’altra analogia tra quel 2010 e questo 2014 è l’innesto di Juan Ignacio Surraco: 4 anni fa in prestito dall’Udinese, oggi a titolo definitivo dato che era libero dopo l’addio al Cittadella. Questo, al di là dei fallimenti delle società, è stato infatti un mercato impostato principalmente sugli svincolati. E sui ritorni dai prestiti. L’unico cartellino pagato è stato quello di Maicon. Insomma, tante operazioni a costo zero. In attesa del regalo per il centenario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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