Toscana
Una buona rosa se resta Siligardi
Tante partenze (19) ma anche molti arrivi (16) da amalgamare La squadra c’è, i tifosi apprezzano: abbonamenti a quota 3.000
LIVORNO. Diciannove partenze e sedici arrivi. La sede del Livorno come una stazione ferroviaria. Sono i numeri della metamorfosi amaranto. Via tutti i prestiti che l'anno scorso hanno offerto un rendimento non indimenticabile e dentro facce nuove. Gente motivata anche perché reduce da campionati sfortunati per i club di appartenenza. Qualcuno storce il naso perché sono arrivati giocatori “retrocessi”. Dovremmo vedere il bicchiere mezzo pieno: qui ora ci sono uomini in cerca di riscatto, affamati, motivati. Proprio questa carica supplementare deve costituire il valore aggiunto della squadra di Carmine Gautieri.
I vecchi. Nel gruppo ci sono anche tanti volti conosciuti: sono una mezza dozzina i giocatori di ritorno. Da Mazzoni a Bernardini passando per Lambrughi e Belingheri. Sono di nuovo qui per dimostrare di essere “da Livorno”. Loro costituiscono la spina dorsale della squadra: lo zoccolo duro, la vecchia guardia, quella che deve indicare la strada ai nuovi, spiegare che indossare questa maglia ha un significato più profondo che altrove. Sono i “ragazzi di Morosini”, che hanno aperto il ciclo nel 2010, hanno sofferto, pianto di dolore a Pescara e poi di gioia all'Ardenza contro l'Empoli nel giugno del 2013. Su tutti c'è Andrea Luci. Anche il capitano in un certo senso se n'è andato e ora sta per tornare. È out da sei mesi e mezzo, da quello sfortunato pomeriggio cagliaritano. Qualche settimana e sarà in trincea.
Rosa ampia e di proprietà. Sono ventinove i giocatori a disposizione di Gautieri che mercoledì sera nell'allenamento allo stadio ha potuto schierare due formazioni. D'altronde lui voleva due giocatori per ruolo e la società lo ha accontentato. E pure Spinelli non avverte l'esigenza di sfoltire a tutti i costi la rosa anche se qualcuno può partire (Molinelli e i giovani Bruzzi e Bartolini). La serie B è un campionato lungo e massacrante e ci sarà spazio per tutti. Già. Tutti. Quasi il 100% dei giocatori di questo Livorno è di proprietà della società. I prestiti sono pochissimi: Cutolo, Djokovic. Il resto è patrimonio della società. Certo: restano da limare alcuni dettagli sotto forma di rinnovi dei contratti perché sono molti quelli in scadenza.
In bilico. In questo contesto soddisfacente ci sono almeno due zone d'ombra. La prima riguarda Siligardi. In B è un crac, ma a giugno si svincola e le pretendenti non mancano. Il Cesena lo corteggia, ma anziché mandare rose rosse, spedisce crisantemi: poco allettante per Spinelli che gestisce in prima persona la situazione. Nel pacchetto finirebbe anche Biagianti (secondo punto interrogativo), ma la situazione non si sblocca. Infine c'è Galabinov che però potrebbe rinnovare il contratto e chiudere la questione.
I più attesi. Proprio il bulgaro (convocato nella sua Nazionale per l'impegno contro l'Azerbaigian) è uno dei giocatori finito sotto la lente d'ingrandimento dei tifosi, curiosi di apprezzare i suoi progressi dopo la non esaltante prima esperienza livornese. Al suo pari c'è Cutolo, già idolo indiscusso della piazza.
Boom abbonamenti. Ieri le tessere hanno superato quota tremila. In quattro giorni sono stati sottoscritti oltre 500 abbonamenti. Un'impennata eccezionale causata dai recenti acquisti. Immaginiamo che cosa sarebbe successo se il Livorno si fosse ben comportato in Coppa Italia. Un'ulteriore fiammata potrebbe essere registrata nei prossimi giorni se il Pisa (come sembra) dovesse essere ripescato. E poi nell'anno del Centenario sono in molti a sentire il richiamo della foresta. Il Livorno c'è. Con i tifosi al suo fianco.
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