Gioco
Juve, a Verona la soluzione del rebus
Squadra indecifrabile e mercato caldissimo, ma col Chievo servirà la vittoria
TORINO. Un conto è il precampionato e un conto ben diverso è il campionato, che proprio la Juventus - noblesse oblige - sarà chiamata a inaugurare sabato pomeriggio (alle 18) a Verona contro l’ostico Chievo nel primo anticipo dell’anno. Una partita che dopo un inizio di stagione abbastanza indecifrabile pone la Signora di fronte al suo eterno e scomodo dovere: deve vincere, un risultato diverso amplificherebbe subito i dubbi e i mugugni.
Allegri sa bene cosa vuol dire vivere sulla graticola e l’ultima cosa che vuole è una falsa partenza; dopo il mezzo flop del Trofeo Tim il tecnico livornese sa anche di avere più di qualcosa da registrare, soprattutto in difesa. Chiellini sarà squalificato per le prime due giornate, mentre Barzagli continua a non essere al meglio; è bene, dunque, avere pronto un piano B che tenga conto di possibili alternative, sia in una difesa a quattro, sia in uno schieramento comunque fondato sul vecchio 3-5-2 caro a Conte. Ma con Ogbonna in calo di gradimento, la prima opzione su cui Allegri sta lavorando in vista del debutto al “Bentegodi” prevede un asse difensivo a 4 formato da Lichtsteiner, Caceres, Bonucci, Evra. Mentre il solido 3-5-2 forgiato da Conte e che il tecnico vorrebbe confermare a seconda degli avversari non può prescindere da Barzagli e Chiellini, con Asamoah e Lichsteiner sulle fasce.
Un dato è certo: come Conte lo scorso anno, così anche il nuovo tecnico quest'anno non vuole lasciare nulla al caso. Ha bisogno che un talento come Patrice Evra, che tante soddisfazioni ha dato al Manchester, si integri il più in fretta possibile nel modulo. Per quanto le dinamiche difensive sulla carta siano analoghe, in realtà nel calcio italiano gli automatismi difensivi vengono interpretati in modo diverso rispetto al campionato inglese ed Evra è considerato un giocatore fondamentale, ma per ora è in chiaro ritardo.
Peraltro Allegri prima dell’esordio a Verona è atteso da una settimana davvero cruciale. Giovedì conoscerà gli avversari di Champions e più o meno lo stesso giorno saprà se potrà contare su ulteriori arrivi oppure no. La società non considera affatto chiusa la campagna trasferimenti e circolano nomi altisonanti: da quello di Radamel Falcao che il Monaco potrebbe realmente concedere in prestito, al tedesco Podolski dell'Arsenal, a Shaqiri del Bayern fino a Lavezzi, sono almeno 7-8 le trattative già aperte (non solo di attaccanti), è impossibile che non si porti qualcuno a casa.
Allegri ha dato la sua lista ma non pone condizioni, come già faceva al Milan; si affida con fiducia all'esperienza di Beppe Marotta e del direttore sportivo Fabio Paratici. E comunque sa fin da ora di poter contare su uno dei pezzi da novanta dato a lungo come in partenza e invece destinato al 90% a rimanere: Arturo Vidal.
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