Gioco
Gli over 50 alla conquista dei campi
Uno sport che sta diventando per la regione una realtà importante e un’associazione, l’Agis, che deve rinnovarsi
Il golf è, per la Toscana, una realtà ormai imprescindibile. Un territorio vocato al turismo e un insieme di strutture sportive di primissimo livello rendono questa regione un importante punto di riferimento per uno sport che piace sempre di più malgrado le inevitabili difficoltà che momenti come questi si incontrano. Il panorama dei giocatori è ancora particolarmente ampio sul versante dei seniores. Praticamente tutti i circoli organizzano eventi destinati ai più giovani nella speranza di un futuro sempre più radioso ma, intanto, sono gli over 50 a sostentare questo sport sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista partecipativo. L'Agis, l'associazione che riunisce questi giocatori in tutt'Italia è oggi quella che vanta i numeri più consistenti, malgrado un cospicuo calo di adesioni che si può mettere in relazione anche alla gestione nazionale attuale, In Toscana, come nelle altre regioni, l'Agis è organizzata con un proprio Comitato di cui è presidente Claudio Bulleri, classe 1942, «ancora un ragazzo», come si definisce. Fiorentino con un trascorso da imprenditore, Bulleri guida l'associazione regionale da sei anni con impegno costante e autentica passione. Socio del Golf Club Ugolino, gioca un discreto 12 di handicap. «La regione vanta oggi circa 460 giocatori seniores, un numero importante ma ancora basso se confrontato con quanti sono gli over 50 che giocano a golf. È comunque un numero che è abbastanza stabile nel tempo e che ci permette di poter offrire ai nostri iscritti una serie consistente di iniziative di incontro, gioco e socializzazione - dice Bulleri - . Quasi tutti i circoli della regione sono convenzionati con Agis e questo consente di accedere alla varie strutture con tariffe concordate. In ogni golf club abbiamo un delegato di circolo il cui compito richiede di impegnarsi in una costante attività di proselitismo e di organizzazione. Siamo tuttavia carenti nella comunicazione e questo è un limite anche del coordinamento nazionale che non investe adeguatamente». Delle numerose iniziative messe in campo recentemente, l'Agis Toscana sottolinea la recente aggregazione del Golf Club Marigola di Lerici all'interno del suo comitato; i suoi soci seniores possono oggi iscriversi in Toscana e partecipare alle numerose iniziative a loro dedicate. Tra le principali manifestazioni agonistiche che coinvolgeranno il coordinamento regionale spiccano i campionati toscani seniores di doppio e individuale che si effettueranno rispettivamente al golf club Ugolino e al golf club Le Pavoniere con il patrocinio della federazione Italiana Golf. Ma anche un circuito di 22 gare infrasettimanali che, toccando anche più volte quasi tutti i campi della regione, coinvolgono i seniores in una sorta di Challenge con premi finali. Tutte gare cui si può accedere con costi contenuti: 50 euro comprensivi di green fee, iscrizione alla gara e cena finale con le premiazioni. La prossima di queste gare sarà quella del 18 settembre a Saturnia. Venendo alla preoccupante situazione nazionale che vede il presidente in odore di sfiducia da parte della maggioranza dei consiglieri, Bulleri ha le idee chiare. «Occorre trovare una nuova formula per mantenere viva questa associazione. I soldi dell'associazione devono servire per favorire la partecipazione dei golfisti ad iniziative pratiche e soddisfacenti più che per partecipare ad incontri internazionali che di lustro e prestigio ne portano ben poco. Servirebbe un concetto gestionale più attuale che faccia un uso più manageriale dell'associazione. Stupisce che il presidente Lang, imprenditore, non attui questi principi di efficacia ed efficienza . Secondo me, il presidente dovrebbe presentarsi di fronte all'assemblea dei soci con un piano organico e un progetto dettagliato su come rilanciare il ruolo di Agis utilizzando al meglio le risorse finanziarie disponibili orientandole verso le reali aspirazioni della maggior parte degli iscritti. Altra cosa che andrebbe fatta: coinvolgere maggiormente le strutture periferiche nelle attività di progettazione e di indirizzo delle iniziative associative. Rendiamoci conto che nessun presidente potrà mai avere le conoscenze e le competenze territoriali che invece ha un delegato regionale che vive costantemente a contatto con il proprio territorio».
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