Il Tirreno

Livorno

Tutti alla ricerca del bomber perduto

di Giorgio Bicocchi

Il Toro scommette sulla voglia di riscatto di Quagliarella Mazzarri vuole rilanciare Osvaldo, Strama punta su Muriel

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Se vuoi andare sul sicuro scegli i bomber che segnerebbero pure bendati: Higuain, Palacio, Klose, Gomez, Rossi, Tevez, Llorente. Se non hai i soldi per pagargli lo stipendio e insegui un affare low cost pensi a loro, a quelli che escono da annate complicate e che vorrebbero riemergere dall'oblio. Fabio Quagliarella (31 anni) ha scelto di restare a Torino: non gioca praticamente da due anni, Conte gli concedeva solo le briciole, avendo davanti una squadra che recitava a memoria. Se riuscisse a segnare, nel Toro, tre-quarti dei gol realizzati la scorsa stagione da Immobile, Urbano Cairo sarebbe pronto a stappare una bottiglia di spumante italiano. Lui è uno di quelli che insegue il riscatto: fisico compatto, calcia in porta con entrambi i piedi, non è costato un mucchio di soldi.

Poi c'è la pletora di trentenni, della classe '84. Comprende due argentini (Gonzalo Bergessio e Maxi Lopez) e Alessandro Matri. Escono tutti da annate complicate: Bergessio, che mai è stato bomber in carriera, per la verità, preferendo aprire spazi per i compagni di reparto, cerca fortuna alla Samp. Il Catania non ha ostacolato il suo passaggio in blucerchiato: peraltro, se Mihajlovic non dovesse mutare i suoi schemi offensivi, dovrebbe iniziare a coprire le spalle a Eder e Gabbiadini, il tandem titolare.

Maxi Lopez ha trascorso gli ultimi anni più sulle riviste e sui giornali di gossip che in copertina per prodezze materializzate in campo. Ha deciso l'ultimo derby della Lanterna, vero, regalando la vittoria alla Samp ma si è trattato di un classico lampo nel buio. Il Chievo, adesso, gli chiederà di svariare sull'intero arco d'attacco, sostituendo nei movimenti Thereau, per propiziare la velocità di esecuzione di Paloschi, il bomber che, a suon di gol, cercherà l'ennesima salvezza dei gialloblù. Non si offenda Matri che, lasciato l'eremo di Cagliari, ha praticamente fallito l'approccio nei grandi clubs metropolitani, Juventus e Milan. Cercherà di riabilitarsi a Marassi, provando a tornare il bel centravanti che era in Sardegna, forse senza eccessive attese. Altro giro, altra storia: dalla Spagna a Roma, dalla Roma in Inghilterra. Da Southampton alla Juve, giusto in tempo per siglare il gol della vittoria all'Olimpico, ai danni proprio dei giallorossi. Mazzarri lo ha richiesto espressamente, se non altro per incrementare il carattere dell'Inter, eccessivamente molle in tante gare della scorsa stagione. Osvaldo (28 anni) all'Inter è un’altra scommessa, forse uno degli ultimi predellini che attendono il centravanti, uno dei pupilli di Prandelli che, se fosse arrivato prima in Turchia, certo lo avrebbe richiesto. Ci sono poi quegli attaccanti sui quali speri sempre. E che non cedi perché hai sempre l'intima speranza che possano sfondare definitivamente da un momento all'altro. Abel Hernandez (24 anni), in verità, ha chiesto di essere ceduto ma per il momento Zamparini, a Palermo, ha rispedito al mittente ogni offerta. Pure la Juve - stando agli ultimi spifferi di mercato - avrebbe sondato i rosanero. E poi c’è Muriel (23 anni): chissà se Stramaccioni e Stankovic, a Udine, riusciranno a rimetterlo in carreggiata. Non sarebbe male, avvicinandosi il ritiro del Totem bianconero Di Natale? E El Shaaravy? Lui rimarrà al Milan perché Berlusconi ci crede ciecamente. È il più giovane della compagnia (22 anni): è passato dal Padova al Milan, alla Nazionale e alla Champions. Forse avrebbe avuto bisogno di passaggi graduali. Ma sarebbe uno forte davvero: sperando che lo dimostri finalmente. (g.b.)

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