Gioco
La Vuelta? Meglio del Tour Aru vuol imitare lo Squalo
Sabato al via il Giro di Spagna delle stelle: Quintana, Froome, Contador, Evans Il sardo punta al podio, i toscani Favilli, Conti, Sbaragli e Bennati a caccia di tappe
PISTOIA. A leggere l'elenco dei partecipanti alla 69° edizione della Vuelta di Spagna, in programma da sabato prossimo a domenica 14 settembre, viene il sospetto di trovarsi di fronte alla grande gara a tappe più importante del 2014. Lo «Squalo» Nibali non ce ne vorrà, ma quando alla partenza di una gara si schierano ben otto vincitori di almeno un grande Giro a tappe (Contador, Froome, Evans, Cunego, Quintana, Valverde, Horner ed Hesjedal) è ben difficile fare dei paragoni con competizioni simili. Si dirà che la maggior parte di questi signori ciclisti - ex infortunati o acciaccati di lusso - forse non saranno competitivi per poter aspirare al successo nella classifica generale e che partecipano alla Vuelta per acquisire il colpo di pedale giusto in vista dell'imminente campionato mondiale su strada, sempre in programma in terra di Spagna domenica 28 settembre. Tutte tesi condivisibili, resta il fatto che ogni organizzatore di corse a tappe di livello internazionale farebbe carte false per poter presentare un elenco d'iscritti così, Giro d'Italia compreso.
22 squadre per 198 iscritti, con il «nonnetto» Chris Horner pronto a concedere la rivincita dopo aver disputato una Grande Boucle in crescendo e stavolta senza la scomoda presenza di Vincenzo Nibali. L'ammirevole Alberto Contador, che non ha più gareggiato dal 14 luglio scorso, forse potrà tornare a graffiare durante l'ultima settimana ma il miracolo di vederlo al via dopo la terribile botta rimediata al Tour testimonia soprattutto circa il grande coraggio e la proverbiale grinta dell'asso madrileno. Così, tra gli spagnoli, a puntare al bersaglio grosso ci proveranno soprattutto Joaquim Purito Rodriguez, che questa Vuelta l'ha preparata con saggezza in quel Tour de France dove è sembrato essere poco più di una comparsa e il solito Alejandro Valverde, già vincitore nel 2009 della massima gara a tappe spagnola ma molto ridimensionato (sembra proprio che si stia abituando alle botte come il celeberrimo Wil Coyote dei cartoni animati…) al Tour da Vincenzo Nibali e non solo.
Parliamoci chiaro, stando ai risultati e alle prestazioni atletiche di quest'anno il favorito numero uno per la vittoria nella Vuelta è lui, l'indio colombiano dall'età indefinibile Nairo Quintana.
Il vincitore del Giro d'Italia 2014 è però stato protagonista di un estate sconcertante: dal 1° giugno, giorno del trionfo in rosa, è infatti sparito dalla circolazione (festeggiamenti in Colombia? Preparazione in altura?) e si è ripresentato alle gare soltanto in questi giorni dominando la tappa della terribile salita di Lagunas de Neila alla Vuelta a Burgos, portandosi a casa anche la classifica finale.
Una curiosità: sarà con lui alla Vuelta nella Movistar di Valverde & C. anche il fratello minore Dayer. Un grosso punto interrogativo grava anche su Chris Froome, out dalle corse dal 9 luglio e al rientro proprio alla Vuelta, mentre non si può essere troppo ottimisti con Cunego e il canadese Hesjedal, ombre di quelli che furono. Un outsider di lusso può invece essere considerato l'inossidabile trentasettenne Cadel Evans, apparso in gran forma al recente Tour of Utah dove ha vinto due tappe portando a sei i suoi successi stagionali. Due mine vaganti possono essere considerati Rigoberto Uran e Richie Porte. In casa Italia le luci della ribalta spettano doverosamente allo sfolgorante Fabio Aru, grande rivelazione del Giro 2014 e, a detta del suo diesse Beppe Martinelli, pronto per una Vuelta da protagonista in cui potrebbe prendersi la rivincita sul Quintana inavvicinabile del Giro.
Da seguire con curiosità due giovani della Lampre Merida, il livornese Elia Favilli alla ricerca della prima vittoria da professionista e Valerio Conti, promettente grimpeur laziale cresciuto anche lui come Nibali nel GS Mastromarco. Saranno al via anche il combattivo Kristian Sbaragli (team MTN Qhubeka), giovane idolo di Castelfiorentino e probabilmente l'esperto Daniele Bennati (Tinkoff Saxo). Molto impegnativo il percorso: una cronosquadre iniziale a Jerez (12,6 km) e due altre crono individuali di 34,5 km (10° tappa) e di 10 km (21° tappa finale a Santiago de Compostela), ben nove arrivi in salita con gli highlights costituiti dalle tappe di San Miguel Aralar (11°), Lagos de Covadonga (15°) e soprattutto La Farrapona (16° tappa, 8 settembre, il "tappone") e Puerto Ancares (20° penultima tappa). In totale 3181,5 km e due giorni di riposo, il 1° e il 9 settembre. Sei le tappe per velocisti, con prevedibile lotta all'ultimo sangue tra Mark Cavendish, Tom Boonen e il nostro rinato (per lui tre vittorie negli ultimi 10 giorni) Andrea Guardini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
