Sicurezza
Altro che cessioni, c’è bisogno di rinforzi
Livorno ko (2-4) contro il modesto Bassano nel debutto di Coppa Italia, fatale un secondo tempo senza benzina
LIVORNO. Dove eravamo rimasti? Ah già, al rischio che Siligardi e Galabinov se ne vadano. Ecco, ci mancherebbe anche quello. Il debutto in Coppa Italia ci regala l’immagine di un Livorno che non solo non può permettersi di perdere i due attaccanti, ma che ha anche bisogno di qualche rinforzo se vuole essere competitivo.
Ko a sorpresa. Passa il turno il modesto Bassano, squadra che disputerà il campionato di Lega Pro puntando a salvarsi. Per battere il Livorno sono bastati due giocatori interessanti come il 7 Furlan e il 10 Iocolani più un pugno di onesti lavoratori del campo.
È chiaro che il Bassano aveva il quadruplo dell’entusiasmo rispetto al Livorno, basti pensare a quando noi ai tempi della C andavamo ad affrontare qualche big del piano di sopra. Soprattutto la squadra di Tonino Asta aveva il quadruplo di benzina nelle gambe: non è un caso che sia stato fatale il secondo tempo, quando le gambe del Livorno hanno smesso di girare.
Riflessioni e mercato. Sia chiaro, nessuno vuole fare drammi dopo questa sconfitta. Così come sarebbe stato poco intelligente esaltarsi per un 3-0.
Qualche alibi c’è. Ad esempio i gol subiti sono stati di una banalità incredibile: l’1-1 del Bassano è arrivato su una incomprensione tra Mazzoni e Emerson, il 2-1 su rigore per intervento maldestro e inutile di Meola in una porzione d’area ininfluente, il 3-2 su un calcio d’angolo regalato.
Ciò non toglie che la sconfitta deve far riflettere. E magari far cambiare ai vertici societari la prospettiva con cui si guarda agli ultimi 16 giorni di mercato. Siligardi e Galabinov devono restare (c’è un contratto, facciamolo rispettare), in più serve qualcosa in mezzo al campo perché ieri Biagianti faceva il regista, uscito lui è entrato Gemiti con spostamento di Belingheri in mezzo, ma alla resa dei conti l’unico capace di far girar palla era sempre e solo Emerson.
Cosa va e cosa non va. Bel primo tempo di Moscati che ha tutto per disputare un gran campionato; troppo brusco però il calo nella ripresa. Siligardi è andato a strappi ma quando fa la giocata è fuori categoria, una luce che squarcia, un’arma di cui non ci si può privare. Buono il supporto di Lambrughi in fase di spinta, bello il gol di Galabinov che però può fare molto meglio soprattutto nella partecipazione alla manovra (però ogni tanto facciamogli qualche cross alto...).
Per quello che si è visto ieri, il 4-3-3 va ancora digerito e Gautieri deve lavorarci molto: c’è da curare meglio la fase difensiva (a parte i 4 gol, ci sono un palo e una gran parata di Mazzoni), bisogna trovare gli interpreti giusti in mezzo al campo (in attesa di Luci), mentre per il ruolo di terzino destro Maicon è ancora indietro di condizione e Meola sembra più che altro una soluzione di emergenza.
I gol. E pensare che sembrava quasi una passeggiata, col Livorno in vantaggio al 16’ grazie a Galabinov: cross di Moscati, stop di petto del bulgaro e bordata sotto la traversa. Incredibile il pari su un malinteso tra Emerson e Mazzoni, con Maistrello bravo ad approfittarne, poi il Bassano è passato anche in vantaggio su rigore (ingenuità di Meola) ma prima dell’intervallo Moscati ha trovato il 2-2 con una splendida cavalcata sulla fascia e destro nell’angolino basso.
Nella ripresa il Livorno è scomparso, con fasce mai utilizzate e ritmi troppi bassi. Il Bassano si è adeguato, poi ha piazzato la zampata al 42’ con Bizzotto di testa su angolo, trovando anche il 4-2 al 45’ con Stevanin su ripartenza.
É finita tra i fischi e le perplessità. Perché sarà anche agosto, sarà anche Coppa Italia, ma prendere 4 gol dal Bassano non va bene lo stesso.
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