Il Tirreno

Livorno

LO SLOVENO

di Gianni Tacchi

LIVORNO. Era una promessa del calcio sloveno, portato in Italia tre anni e mezzo fa dal Genoa. Poi si è perso tra la nebbia padovana. Ma adesso Enej Jelenic, jolly di centrocampo e attacco a...

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LIVORNO. Era una promessa del calcio sloveno, portato in Italia tre anni e mezzo fa dal Genoa. Poi si è perso tra la nebbia padovana. Ma adesso Enej Jelenic, jolly di centrocampo e attacco a disposizione di Gautieri, vuole tornare protagonista con la maglia del Livorno. Che a fine luglio ha deciso di puntare su di lui, rimasto svincolato dopo il fallimento del Padova. «Spero di dimostrare a tutti il mio valore – racconta il nuovo innesto amaranto, nato 22 anni fa a Capodistria, poco più di 20 chilometri da Trieste – voglio ripagare la fiducia della società. Il Livorno mi ha dato questa bellissima opportunità. E io l’ho presa al volo. Cerco il riscatto dopo un periodo negativo a Padova».

Già, Padova. Un bilancio degli ultimi tre campionati di serie B passati in Veneto? «Nella prima stagione (2011/2012, ndr) c’era una squadra fortissima, piena di ottimi calciatori: io però trovai poco spazio, a causa anche di un lungo infortunio. L’anno dopo, invece, giocai con continuità».

E la scorsa stagione?

«Beh, sapete tutti com’è finita. Durante il campionato ho subito anche una distorsione all’alluce di un piede, un infortunio non grave ma fastidioso. Comunque ora sono pronto per ripartire».

Prime sensazioni dopo il ritiro di Acqui Terme?

«Ho trovato un buon gruppo, sano e unito. E lo staff tecnico, dal mister ai collaboratori, è preparato. Stiamo lavorando al massimo per partire con il piede giusto».

Hai ritrovato Mazzoni dopo l’ultimo campionato insieme a Padova. Ti ha parlato di Livorno e del Livorno prima di accettare la proposta amaranto?

«Sì, mi ha detto che questa è una città innamorata del calcio. E che qui si vive benissimo. Comunque conoscevo già anche Molinelli».

Intanto l’inizio della nuova stagione si avvicina: cosa ti aspetti dal prossimo torneo di serie B?

«Sarà un campionato duro come ogni anno, dove ci saranno partite difficili ed equilibrate. Ma noi siamo un bel gruppo e possiamo far bene».

Qual è il tuo ruolo ideale? «In Veneto ho giocato dovunque: mezz’ala, attaccante esterno e largo in un centrocampo a 5. In questo periodo Gautieri mi sta provando alto nel tridente, dove mi trovo bene. Ma sono a completa disposizione del tecnico». Quali sono i tuoi punti di forza? «La velocità, il dribbling nell'uno contro uno e la grinta: queste sono le mie caratteristiche principali».

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