Il Tirreno

Livorno

Valentini livornese a vita «Qui ho trovato l’amore»

di Fabrizio Pucci
Valentini livornese a vita «Qui ho trovato l’amore»

Al difensore argentino non è stato rinnovato il contratto, ma lui non si muove «Ho una ragazza speciale e gli amici della chiesa Evangelica: è c asa mia»

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LIVORNO. Ha la faccia rassicurante e i modi garbati del ragazzo della porta accanto, di cui ci si può fidare. Nahuel Valentini è transitato come una meteora sul pianeta amaranto. L'anno scorso il difensore argentino di Rosario, nonno di Macerata dal quale ha ereditato l'italianissimo cognome, ha indossato la maglia del Livorno per sole dieci partite. Ma la nostra città gli è rimasta nel cuore. E non solo perché qui ha trovato la fidanzata. La sua è una storia che merita di essere raccontata.

Livorno, mi amor. Finito il campionato, Valentini si è imbarcato su uno dei primi voli con destinazione l'Argentina. Qualche settimana trascorsa in compagnia degli affetti più cari e degli amici di sempre. Poi il ritorno nella nostra città: «Sono di nuovo qui da una ventina di giorni. Non potevo stare lontano per troppo tempo perché a Livorno ho trovato l'amore. Si chiama Delia. E' una ragazza milanese, ma è livornese d'adozione perché vive qui da dodici anni». Nahuel con il suo accento spagnolo parla già come uno di noi: «I miei luoghi del cuore? Sono due. La Terrazza Mascagni e Calafuria. Sono di una bellezza mozzafiato, ma anche la gente non è da meno».

Nahuel e Dio. Già. La gente. Quella che va allo stadio ? Certo, ma non solo: «La tifoseria è eccezionale. Caldissima. Ci ha sempre sostenuto anche e soprattutto nei momenti più difficili. E' stato fantastico giocare per loro».

Nella vita di Valentini sono entrate in punta di piedi anche altre persone: «Sono gli amici della Chiesa Evangelica che frequento. Sono persone meravigliose che mi hanno fatto sentire a casa dopo i primi mesi che erano stati duri». Sì perché non deve essere facile, per un ragazzo di 25 anni, andare dall'altra parte del mondo anche se solo per giocare a pallone.

«Proprio così - dice Nahuel - perché i problemi sono tanti a cominciare dalla lingua. Io per esempio non conoscevo una parola d'italiano». Valentini ha un rapporto molto stretto con la religione: «Sì, ma non sono uno particolarmente metodico. Non sono religiosissimo. Cerco di impostare la mia vita sui valori della Bibbia». Ventisei anni da compiere tra un mese. Eppure Valentini parla con la saggia serenità di un uomo maturo: "Dio mi fa apprezzare di più i momenti felici della vita e mi permette di affrontare meglio le difficoltà. E poi, ripeto. Qui ho conosciuto persone meravigliose e di grande spessore morale».

Il calcio, la mia vita. Nahuel, alle spalle tre anni di studio per fisioterapista immolato sull'altare del pallone, parla volentieri di passato, presente e futuro di calciatore: «L'epilogo della stagione è stato amarissimo. Non ce l'abbiamo fatta a salvarci e questo mi brucia ancora». 'Vale' parla della squadra, ma è inevitabile scendere sul piano personale: «Sinceramente speravo di giocare di più anche perché nel Rosario Central ero titolare fisso, ma il calcio europeo e italiano in particolare è assai diverso da quello sudamericano».

Nahuel parla da osservatore attento: «Da noi le partite sono molto più maschie, più fisiche. Qui domina l'aspetto tattico. E da questo punto di vista ho imparato tantissimo, sono cresciuto. Nel primo periodo ho un po' sofferto, poi si sono ambientato e ho preso confidenza con la vostra filosofia di calcio».

Senza contratto. A fine stagione il Livorno lo ha lasciato liberto, svincolato per via di una clausola presente sul contratto. In caso di retrocessione ognuno per la sua strada. Ma Valentini non è un tipo permaloso. Anzi. Lui guarda già avanti: «Mi sto allenando da solo, a Livorno. Lavoro in palestra con e senza palla insieme a mio fratello Matteo che ha tre anni meno di me. E poi faccio tanta corsa sul lungomare per mantenermi in forma. Sono in stretto contatto con il mio preparatore in Argentina. Insomma. Sto bene e aspetto una chiamata». Già. Il nome dell'argentino è stato accostato a numerose società tra cui lo Spezia: «Quella è una possibilità. Vedremo. A me basta giocare. Mi piace l'idea di stare a lungo in campo, un po' come ha fatto Javier Zanetti, il mio idolo. Ho richieste anche dall'estero. Sto valutando tutto. I n questi giorni mi hanno pure detto che i giocatori senza contratto si stanno allenando a Coverciano. Quasi quasi ci vado. Tanto è vicino a Livorno, la mia seconda città a cui sono legatissimo».

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