Gioco
Il «Gala» è davvero una potenza Bernardini mister affidabilità
GALABINOV. Consentiteci l’espressione: è una bestia. Lo ricordavamo ben piantato, ma adesso è un armadio a sei ante, non lo sposti nemmeno con la gru. E infatti i difensori avversari o lo anticipano,...
GALABINOV. Consentiteci l’espressione: è una bestia. Lo ricordavamo ben piantato, ma adesso è un armadio a sei ante, non lo sposti nemmeno con la gru. E infatti i difensori avversari o lo anticipano, o prendono le sportellate. È migliorato tantissimo, il Livorno non deve perderlo perché sarebbe un delitto. Ha anche personalità perché batte il rigore e poi batte anche una punizione dal limite che passa di poco sopra la traversa.
MOSCATI. È bravo il bimbo. Bella corsa, tiene la posizione, testa alta, giocate di prima. Nel primo tempo viaggia che è un piacere.
EMERSON. Eravamo preoccupati. Perché il Puma nella difesa a 4, era tutto da scoprire. Invece è il solito pittore: disegna chiusure e lanci lunghi, molto buono il feeling con Bernardini, giocando in questa posizione avanza un po’ meno ma dietro è impeccabile. E infatti per quelli della Pro Vercelli restano davvero le briciole. Una garanzia.
SURRACO. Entra e la fascia diventa terra di conquista per il Livorno. Bene anche Bigazzi sull’altra corsia nel finale, per la gioia di Gautieri che vorrebbe sempre vedere un gioco che trova aria fresca sulle fasce.
LA DIFESA. Di Emerson abbiamo detto. Ma è tutto il reparto che convince. Bene Bernardini, tosto Lambrughi (che si conquista anche il rigore), regge Meola. Con tre centrali del calibro di Emerson, Bernardini e Ceccherini, dietro siamo messi bene. Sicuro e leader anche Mazzoni. (al.ber.)
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