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inzaghi nei guai

Milan da incubo: in tre partite 10 gol beccati e solo uno fatto

CHARLOTTE. Uno scenario e un bilancio da incubo: tre partite negli Usa e altrettante sconfitte, 10 gol subìti e uno solo segnato contro Olympiakos, ManCity e Liverpool. La tournée americana suona per...

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CHARLOTTE. Uno scenario e un bilancio da incubo: tre partite negli Usa e altrettante sconfitte, 10 gol subìti e uno solo segnato contro Olympiakos, ManCity e Liverpool. La tournée americana suona per rossoneri come un bollettino di guerra: 0-3 contro i greci, 1-5 contro il City e 0-2 dal Liverpool sabato notte a Chalotte.

Volendo sforzarsi di vedere il bicchiere mezzo pieno, l'ultimo ko di Charlotte è stato il più facile da digerire per la truppa milanista che, a differenza delle due precedenti uscite, ha tenuto meglio il campo ed evitato che gli avversari arrivassero dalle parti di Abbiati in grande libertà. La diga messa in campo da Inzaghi con Muntari e Saponara davanti alla difesa ha retto bene l'urto di una squadra più avanti nel rodaggio pre-stagionale, ma è altrettanto vero che pensando prima (inutilmente) a non prenderle, alla fine a rimetterci sono state le occasioni da rete, praticamente nulle.

Ancora panchina per Balotelli (ma quando è entrato nessuno se n’è accorto), Inzaghi ha puntato sul trio Niang-Pazzini-El Shaarawy, con gli ultimi due protagonisti di una prova incolore, se l'è cavata meglio invece il francesino classe '94, l'unico a cercare di dare un po’ di verve alla manovra e a saltare l'uomo nelle azioni di rimessa. Niang pareva già sul mercato, ma visto cosa offre il menu, Pippo ha pensato bene di elogiarlo e pare intenzionato a tenerselo.

Rispetto al match-incubo contro il City stavolta la squadra ha difeso in modo decoroso e c'è voluto uno svarione di Essien (Inzaghi l’ha provato davanti alla difesa, altro flop)per mettere in condizione Allen di bucare l'incolpevole Abbiati che si poi riscattato parando un rigore a Lambert ed evitando un altro avvio di goleada. Meglio le cose nel secondo tempo, con qualche spinto interessante, anche se non da parte di Balotelli, ancora piantato come un paracarro e molto svogliato. Il raddoppio dei Reds è arrivato solo allo scadere con Suso e forse il 2-0 è stato un po’ troppo severo per un Milan comunque ancora da allarme rosso.

Inzaghi, terreo e impotente in panchina, alla fine si sforza di pensare positivo. «Mi dispiace per il risultato che è immeritato, ma ho visto la risposta che aspettavo. Mi è piaciuta la reazione della squadra, non ricordo una parata del nostro portiere, mentre il loro le ha fatte. Nel secondo tempo abbiamo fatto una mezz’ora a buon livello e il secondo gol ci punisce troppo, fosse finita 1-0 o anche 1-1 non ci sarebbe stato niente da dire. Ai ragazzi posso dire solo di continuare così, poi quando ci confronteremo con le squadre in Italia i nostri valori verranno fuori. In questa Guinness siamo andati in crescendo, inizio a vedere una traccia del Milan che vorrei: il fatto è che questa squadra si deve scrollare di dosso le paure dello scorso anno, poi è chiaro che va anche completata». Già, proprio questo è il punto dolente.

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di Redazione web