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La mamma: falsità nelle carte del tribunale
RIMINI. «Tutto quello che ho sempre sostenuto sulla morte di Marco ha trovato conferma. Non mi sono sbagliata. Per niente. Mi hanno dato della matta, mi hanno detto di tutto ma io non ho mai mollato,...
RIMINI. «Tutto quello che ho sempre sostenuto sulla morte di Marco ha trovato conferma. Non mi sono sbagliata. Per niente. Mi hanno dato della matta, mi hanno detto di tutto ma io non ho mai mollato, e alla fine ho avuto ragione».
Lo ha detto Tonina Pantani, la madre di Marco all’indomani della riapertura dell' inchiesta sulla morte del Pirata nell'ipotesi di omicidio volontario. Hanno detto che è merito suo se il caso è stato riaperto, ha sottolineato l'intervistatore: «Non lo so... è merito mio ma anche dell'avvocato. E c’è da aggiungere che tutti i miei dubbi hanno trovato risposta nel lavoro del professor Avato, il clinico di Ferrara che ha fatto la consulenza medico legale. Marco non si è mai tolto la vita. Me l'hanno ammazzato. La mia sensazione, sin da subito, è che avesse scoperto qualcosa e gli hanno tappato la bocca».
«Ho sempre detto che era una vittima, che non si era ucciso, e che non sono stati gli spacciatori - ha aggiunto la mamma del “Pirata” al Tgcom 24, il canale all news di mediaset - Io l'ho detto agli avvocati e dopo la mossa della procura provo ancora più rabbia. Sono dieci anni che lotto e non mollerò fino alla fine. Voglio sapere cosa è successo a mio figlio, voglio la verità. Sulla morte di Marco ho ancora tanti dubbi che vorrei fossero chiariti - aveva detto sempre Tonina Pantani la mamma in un’altra recente intervista - Ho letto i faldoni del tribunale e ci sono scritte cose non vere. Marco non era solo nel residence, con lui potevano esserci più persone. Ha chiamato i carabinieri, parlando di “persone che gli davano fastidio”, e dopo un’ora è stato trovato morto. Ora spero che venga finalmente fatta luce su tutta la vicenda».
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