Il Tirreno

Livorno

Bravi e giovanissimi In un poker di portieri il sostituto di Buffon

di Giorgio Bicocchi
Bravi e giovanissimi In un poker di portieri il sostituto di Buffon

Con Perin, Leali, Bardi e Scuffet l’Italia sforna nuovi talenti In avanti occhio a Verdi (Empoli) e al viola Bernardeschi

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ROMA. Un poker di portieri, tutti ampiamente sotto i ventiquattro anni. Italiani e pure bravi: non avranno concorrenti. Se dovessero sbagliare avrebbero la possibilità di rifarsi immediatamente, senza finire in panchina. Perin, confermato dal Genoa, Leali, nuovo numero uno del Cesena, Bardi, guardiano del Chievo dopo essere maturato parecchio a Livorno, Scuffet, classe '95, il più giovane dell'ambiziosa nidiata, rimasto a Udine dopo aver rifiutato il corteggiamento dell'Atletico Madrid, mica un club qualunque ora come ora.

Eccoli, quattro delle giovani promesse nostrane che la prossima serie A chiama in vetrina. Sulla linea di porta saremo ampiamente rappresentati: la scuola italiana torna a produrre talenti. Vedremo se sbocceranno ma questo e' un altro discorso: per il momento - e la cosa non e' da sottovalutare - ci sono stati quattro club pronti a dare loro fiducia incondizionata. Un'occhiata gliela lancerà' pure il nuovo corso della Nazionale: l'età di Buffon avanza e, prima o poi, occorrerà pensare ad un nuovo numero uno.

Linea difensiva: a Bergamo ecco Zappacosta, reduce da un convincente campionato ad Avellino. Colantuono in panchina, due maestri come Marino e Sartori dietro la scrivania: ecco dove crescere in modo sano. Bergamo, altro talento: per dare legittimo spazio a Baselli, playmaker che abbina classe e temperamento, i nerazzurri cederanno Cigarini. Zeman, appena arrivato a Cagliari, ha chiesto e preteso Crisetig, scuola-Inter, già abituato, dopo venti giorni di ritiro, a perfezionare diagonali e chiusure. Romagnoli, nonostante la nuova Roma allinei Totem come Maicon e Cole, entrambi super-decorati, vorrebbe ritagliarsi il suo spazio.

Verdi, cresciuto a pane e Milan, e' arrivato ad Empoli, guadagnandosi subito consensi. Assist e gol nelle prime esibizioni, la filosofia di Corsi, anche in A, non e' mutata: se un giovane e' bravo va lanciato senza remore. Da Crotone per un biglietto di andata: Cataldi, già Campione d'Italia Primavera con la Lazio, e' tornato alla base dopo una stagione in Calabria. D'accordo, a Pioli mancano ancora tutti i nazionali ma il ragazzo gioca con entrambi i piedi, pennellando pure punizioni al cianuro. Stivale quasi interamente risalito, da Crotone a La Spezia: da qui piomba in viola Bernardeschi. E' toscano di Carrara e la Fiorentina - giocando pure in Europa - gli sembrerà un sogno realizzato. Ha qualità, però, e allenarsi e giocare accanto a Rossi, Gomez e Cuadrado finirà per accrescere il suo bagaglio tecnico.

Attacco, ecco chi sogna la conferma. Berardi, ad esempio, lasciato dalla Juve al Sassuolo. Lo scorso anno domeniche da incorniciare: gol (16), assist, serpentine diaboliche. Classe al potere. Accanto a lui il centravanti Zaza, un altro rimasto al Mapei Stadium per crescere senza fretta, in un ambiente che non assilli.

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