Gioco
Livorno calcio, la società spiega le cifre: «Il tesoretto c’è, ma...»
Il dg Armenia parla di conti a posto e di 18 milioni che servono a ripianare i debiti e garantire il futuro. Dopo Paulinho in partenza uno tra Ceccherini e Siligardi?
LIVORNO. La società è sana e ha i conti a posto. Non fa mai il passo più lungo della gamba perché non vuole rischiare di mettere un piede in fallo e fare un capitombolo che può risultare fatale in epoca di stringente crisi economica. Il messaggio proveniente dalla sede del Livorno ed è chiaro. Non è passato inosservato il riferimento al tesoretto amaranto sul giornale di ieri e la società ha dato la sua versione tramite il dg Paolo Armenia. A ballare sono 11 milioni così suddivisi: 5 di paracadute per la retrocessione in B, 4 di contributi della Lega B e 2 di premio valorizzazione di Mbaye, Bardi, Benassi e Duncan. Cifra che a maggio scorso fu dichiarata dallo stesso presidente Spinelli nella fase calda della trattativa con Bandecchi. Quella montagna di soldi c'è, ma è servita, serve e servirà per garantire continuità alla società. A quelli vanno aggiunti gli otto, peraltro non ancora incassati e da riscuotere in due rate, della cessione di Paulinho.
Cifre esatte. Armenia chiarisce subito un aspetto: «I milioni sono nove e non undici. Quelli del paracadute sono effettivamente 5 a cui vanno aggiunti i 3 della Lega di serie B (se avessimo in rosa un numero maggiore dei soli due Under 21 potrebbero arrivare a 3,5) e uno solo di premio valorizzazione. Questa è la premessa, ma qui dobbiamo scrivere una pagina di storia economica della società a partire dalla stagione 2012/13, quello della promozione in serie A. Parliamo in termini di flussi finanziari, entrate e uscite».
Anni: il dettaglio. Il dg non ha bisogno della calcolatrice perché conosce a memoria i libri contabili del Livorno: «ll 2012/13 si è chiuso con un disavanzo di tre milioni. La promozione in serie A ha portato in dote diritti televisivi pari a 18,6 milioni, 3 dei quali sono stati utilizzati proprio per ripianare il debito di gestione dell'anno precedente. Ne sono avanzati 15,6 con cui, euro più euro meno, è stato liquidato il monte ingaggi dell'ultimo campionato ad esclusione delle mensilità di maggio e giugno 2014 non ancora corrisposte ai tesserati e che, come da regolamento, possono essere pagate entro il 16 settembre. La nostra è una condizione comune a quella di molte altre società». Se consideriamo questi pagamenti non ancora effettuati e i costi di gestione l'ultima stagione di serie A si è chiusa con un disavanzo ragguardevole: «Siamo nell'ordine dei 4-4,5 milioni di euro».
2014/15. Bilancio preventivo. Adesso entrano in ballo i famosi 9 milioni “paracadute più contributo di Lega più valorizzazione”. Lo somma non è niente male, ma Armenia spiega: «In effetti sono tanti soldi, ma sull'altro piatto della bilancia dobbiamo mettere le uscite che prevediamo di registrare l'anno prossimo». Già, ma a quanto ammontano gli importi preceduti dal segno “meno”? Il direttore fornisce il dato in un attimo: «Il dato è preventivo: oltre 7 milioni di ingaggi e circa 3 di gestione, totale 10 milioni». A questo punto la calcolatrice serve a noi: più 9 meno 10 ecco che il saldo del 2014/15 in partenza è già negativo di un milione e cui vanno aggiunti gli oltre 4 della passata stagione.
Salvagente Paulinho. Con queste cifre è chiaro che sia stato fondamentale vendere Paulinho. Armenia non parla mai dell'importo che l'Al Arabi deve versare al Livorno: «Posso dire che il Verona aveva stanziato 7 milioni più bonus». La somma però è di 8 milioni anche se qualcosa va stornato e destinato alle società che in passato hanno tesserato il giocatore (Juventude, Grosseto, Sorrento). Il Livorno conta di riscuotere a breve la prima tranche per avvicinarsi al pareggio dei conti e andare in attivo una volta ricevuto il saldo.
Politiche aziendali. Armenia è un appassionato e un attento osservatore del calcio: «Dal punto di vista finanziario applichiamo la teoria dei vasi comunicanti cercando di avere i bilanci a posto. Una volta incassato quanto ci spetta dalla cessione di “Paolino” metteremo scorte in cambusa. Spinelli non si mette in tasca nulla. Anzi. È sempre a ripianare mettendo soldi suoi. Tutto resta dentro il Livorno per garantirne la sopravvivenza. Tra un anno, per via della probabile riforma dei campionati, potrebbe essere calata la scure sul numero delle squadre professionistiche e resterà dentro solo chi avrà i conti a posto. Noi li avremo. Con l'addio al brasiliano i conti sono a posto». Se vogliamo mettere altro fieno in cascina può essere sacrificato Ceccherini o Siligardi? Armenia è sincero: «Sono politiche aziendali di cui si occupa in prima istanza il presidente e poi il ds Signorelli».
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