Gioco
Solo la polizia può arrestare l’Italia
Incredibile epilogo dell’Europeo di hockey: gli azzurri trionfano ma Tataranni finisce in carcere per eccesso di...esultanza
L’ Italia sale sul tetto d'Europa: si tratta di un'Italia che sta solitamente poco sotto i riflettori dei media ma che è riuscita, con impegno e coraggio, a portare nel panorama non proprio esaltante dello sport nazionale un risultato incredibile. È l'Italia dell'hockey su pista, uno sport erroneamente annoverato tra i minori ma in grado come pochi altri di emozionare e coinvolgere: gli azzurri dei pattini a rotelle si sono infatti laureati nella serata di sabato campioni d'Europa al termine dell'evento organizzato ad Alcobendas (a pochi chilometri da Madrid) relegando ai gradini più bassi del podio le due nazionali (Spagna e Portogallo) che, considerate dei "mostri sacri" dell'hockey su pista, negli ultimi vent'anni hanno dominato le competizioni internazionali. Un risultato eccezionale per lo sport italiano che è arrivato da dove meno, forse, ce lo si aspettava: di fronte ai colossi iberici infatti le pretese alla vigilia della spedizione azzurra ad Alcobendas non erano irragionevoli dato che le speranze di tutti non ambivano a niente di più che un bronzo "abbordabile". Invece, alla fine, è arrivata la gradita sorpresa che mancava da ben 24 anni. Ma l'Italhockey campione d'Europa ha distintamente, al di là della maglia azzurra, profumo di Toscana. Ben 4 giocatori della rosa di 10 inviati in Spagna militano infatti in squadre della nostra regione, oltre ovviamente all'intramontabile mister della nazionale (e fino a poco tempo fa tecnico del Cgc Viareggio) Massimo Mariotti, grossetano doc e indimenticabile allenatore del Follonica degli "immarcabili" (passata alla storia come la più vincente squadra d'Italia): in pista è sceso il portiere viareggino Leonardo Barozzi, tra i protagonisti assoluti di questo successo europeo nonché vera assicurazione tra i pali azzurri, ma anche il bomber del Follonica Marco Pagnini, purtroppo bloccato da un infortunio nelle prime partite della competizione ma comunque decisivo negli incontri finali (tanto che, nell'ultima sofferta partita contro la Francia, è stato anche capace di segnare una rete importantissima), e il giovanissimo talento versiliese Alessandro Verona (neppure 18enne) che alla sua prima esperienza in azzurro non ha deluso le aspettative di mister Mariotti; infine, toscano "d'adozione" dopo aver portato la fascia di capitano del Cgc Viareggio e prossimo a indossare i colori del Forte dei Marmi nella prossima stagione, è stato il capitano della nazionale Davide Motaran a sollevare al cielo l'ambito trofeo iridato. «Nessuno di noi pensava all'oro - racconta Motaran al rientro in patria - anche se siamo partiti con l'idea di far bene non pensavamo minimamente di avere la meglio su squadre come il Portogallo e la Spagna campione del mondo in carica: non abbiamo un "giocatore stella" come Pedro Gil capace di fare la differenza, ma partita dopo partita abbiamo lottato con il cuore. È questo secondo me che ha fatto la differenza alla fine: l'ho capito quando, contro la Germania, negli otto minuti finali siamo stati capaci di tener duro e ribaltare un 2-0 a sfavore che ci avrebbe condannato». Purtroppo però, fuori dalla pista, non tutto è stato rosa e fiori: Massimo Tataranni, attaccante azzurro e bomber del Valdagno, è stato infatti arrestato dalla polizia spagnola nella serata di sabato dopo essere stato vittima di un'aggressione ingiustificata da parte di alcuni poliziotti in borghese sugli spalti; l'unica sua colpa, l'aver esultato alla vittoria della medaglia d'oro. Una medaglia che, essendo stato rilasciato nel pomeriggio di ieri, non ha potuto festeggiare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
