Gioco
Panchine nobili per tentare il grande salto
Tante novità: Diego Lopez riparte da Bologna, Beretta da Latina, a Bari c’è Mangia, lo Spezia parlerà croato con Bjelica
Innanzitutto gli allenatori, quelli che, sommando le proprie qualità alle ambizioni dell’ambiente, potranno incidere. Devis Mangia, ad esempio, chiamato dai nuovi proprietari del Bari per rinverdire il passato. I biancorossi ricominceranno - giocatori a parte - dagli oltre 50mila tifosi accorsi al San Nicola per la semifinale col Latina del maggio scorso. Un patrimonio di inestimabile valore. Diego Lopez, poi: cacciato da Cellino, in uno degli ultimi suoi giorni rossoblù prima della nuova vita a Leeds, voglioso di ridare al Bologna ciò che le è mancato nell'ultima stagione. Ovvero il carattere e la voglia di crederci, sempre.
Beretta, a Latina, dovrà inizialmente riciclarsi “pompiere”. Perché la società pontina è viva, ricca di soldi e di idee. Petagna, il giovane centravanti che a molti ricorda Bobo Vieri. Poi Ardemagni, per un attacco completo. Beretta è tecnico saggio: proviene da Siena dove non sempre, nell'ultima stagione, ha fatto il tecnico, apprezzato pure psicologo, motivatore per via dei guai in serie, sfociati poi nella cancellazione dal calcio che conta. Gautieri, a Livorno, vorrebbe ripetere l'anno magico vissuto a Lanciano, facendo invece evaporare i dissapori di Varese. A Pescara attendono con fiducia Baroni, nonostante il recente passato vissuto nella vicina Lanciano: l’Abruzzo, si sa, è terra di campanili, eccome. Dalla Croazia, a La Spezia, è arrivato Bjelica: vanta un “pedigree” importante e il tandem d'attacco composto da Giannetti ed Ebagua potrebbe subito regalargli certezze.
Le ventuno della prossima serie B ad oggi: chi sta meglio, nonostante siamo ancora a metà mercato?
Il Bari rivoluzionerà parecchio: società e tecnico nuovi, importante è che si capiscano subito a vicenda. Il Bologna ha mollato Rolando Bianchi, scegliendo la via dell'esperienza, soprattutto in mezzo al campo: Matuzalem, Zuculini, Casarini, Troianiello. Ingiudicabili, ad oggi, Brescia e Varese: fino a pochi giorni fa hanno avuto problemi più grossi da risolvere per via della conferma dell’iscrizione alla B. Il Catania perderà molti interpreti della passata stagione (Bellusci, Andujar, Bergessio, forse Lodi) ma, accanto alla vecchia guardia (Spolli, Capuano, Almiron) ha piazzato il colpo-Calaiò, uno che la porta l'ha sempre vista.
Sgrigna-Gerardi: all'attacco il Cittadella di Foscarini mostra mestiere ed esperienza.
Il Crotone sarà la solita “outsider”: ha una rete di osservatori valenti, anche quest’anno sarà un laboratorio di giovani promesse. Drago è bravo, l’ambiente non opprime. Sicuro, i calabresi galleggeranno in orbita play-off.
Il Frosinone - che potrebbe avere pronto per ottobre il nuovo stadio (una notizia di questi tempi vista l'imperante burocrazia italiana in materia) - ha rinforzato, da buona neopromossa, la difesa con Zanon e Schiavi.
Il Lanciano dovrà capire in fretta le nuove idee del tecnico D'Aversa. Il Latina, come detto, ha perso i gol di Jonathas ma ha già individuato i suoi cloni. L'altra neopromossa, il Perugia, ha piazzato gente che conosce la categoria in mezzo al campo (Verre): romantico aver già recuperato, ad oggi solo per la B, uno stadio storico come il Curi.
Novellino incarna la solidità del Modena.
Rastelli, lupo irpino, stavolta vorrebbe non smarrirsi sul più bello, come accaduto la scorsa primavera. Il bomber Castaldo, ad oggi, c'è ed è una positiva notizia per il mondo biancoverde.
Caprari, Sforzini, Cutolo: Baroni, a Pescara, già si coccola il suo trio offensivo. A Vercelli è arrivato Ragatzu, uno per cui Cellino stravedeva: per lui il raduno si è già trasformato in un trionfo.
L'esperienza di un portiere che ha giocato anche in Champions League, come Pelizzoli, per la neopromossa Entella che, per l'attacco, ha scelto i gol sicuri di Sansovini. In molti, tra gli addetti ai lavori, lodano l'ambiente di Chiavari e la lungimiranza della società: il prossimo campionato scaraventerà questo pezzo di Liguria in copertina.
Il Trapani ha individuato due giovani promesse per il ruolo di portiere e di attaccante: Gomis e Lombardi, provenienti dalle Primavere di Toro e Lazio. Giudizio complessivo, per i siciliani, legato alla permanenza o meno del bomber Mancosu che vorrebbe quantomeno provare l'esperienza della serie A (piace a Zeman, che lo vorrebbe come terminale offensivo del nuovo Cagliari).
Tesser, a Terni, vorrebbe iniziare un ciclo simile a quello di Novara. Per adesso le “fere” ripartono da Masi, Alfageme e Ceravolo, in attacco.
Il Livorno, infine: ricostruirà la squadra con i soldi incassati dalla cessione di Paulinho.
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