Il Tirreno

Livorno

Livia, il “benzinaio” degli amaranto

di Fabrizio Pucci
Livia, il “benzinaio” degli amaranto

Parla il preparatore atletico: «Gautieri vuole un gruppo sempre al top, la reazione è ottima. E quel Galabinov...»

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LIVORNO. Javier Livia from Perù è ormai livornese d'adozione. Oggi è il preparatore atletico della prima squadra, ma gravita attorno al pianeta amaranto da quasi dieci anni, spesi inizialmente con le giovanili fino al grande salto con i big. Professionista la cui serietà è pari alla preparazione, dopo la prima settimana di lavoro nel ritiro di Castellaro, Javier fa il punto della situazione.

«I ragazzi stanno tutti bene in rapporto ai pochi giorni di lavoro nelle gambe. Il progetto tattico, tecnico e atletico è appena iniziato, ma procede spedito e su un livello qualitativo accettabile».

Gautieri è fedele alla linea di Zeman. Preparazione dura, quindi? Ti ha chiesto un tipologia di lavoro particolare?

«No. Mi ha dato carta bianca. Io sono il responsabile della parte atletica della preparazione. Al nostro primo incontro mi ha solo chiesta una cosa sola: che la squadra sia sempre al top della condizione visto il suo parti corale disegno tattico che comporta un grande dispendio di energie».

Certo: sei nella nella condizione ideale per lavorare….

«In effetti è così. Non posso lamentarmi. Ma la differenza la fanno i ragazzi. Sono lo stesso straordinario gruppo di sempre. Da parte loro ho la massima disponibilità al lavoro. Non posso che ringraziarli. Sai ancora oggi mi brucia la retrocessione perché fa male vedere una squadra che ha questa cultura del lavoro non riuscire a salvarsi. A loro sul piano dell'impegno non c'è proprio da eccepire nulla».

C'è un allenatore nuovo che deve conoscere le dinamiche del gruppo. Da questo punto di vista come stiamo andando?

«Gautieri è contentissimo dei ragazzi, del loro atteggiamento. Sono seri e uniti. Carmine ne è stato piacevolmente sorpreso anche se fin dai primi giorni gli avevo anticipato che si sarebbe trovato di fronte uomini dall'alto spessore morale».

Di certo stai seguendo un preciso programma di lavoro. Hai sottoposto i giocatori a qualche test particolare?

«Sì. A quello della capacità aerobica, quello della resistenza. E i risultati sono stati confortanti. Poi è chiaro che la preparazione viene modulata personalmente in base alle caratteristiche fisiche e muscolari di ogni singolo giocatore».

A proposito. C'è qualcuno che è più avanti degli altri?

«Non voglio far torti a nessuno. Però posso dire che Galabinov, Bernardini, Biagianti e Moscati sono quelli che stanno meglio».

Strano soprattutto per il bulgaro e il Berna che non sono dei brevilinei…

«La tua considerazione è corretta , ma nella parte aerobica sopportano bene i carichi di lavoro. Ripeto. Molto dipende dalla struttura muscolare».

Come è articolato il tuo lavoro?

«La parte principale viene svolta al mattino, ma i ragazzi curano la parte atletica anche nel pomeriggio. In questa fase i carichi di lavoro sono pesanti. Come ho detto prima c'è chi ha maggiore bisogno di lavorare per cui soffre un po' di più degli altri, ma ciò che conta è che ognuno abbia voglia di sudare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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