Gioco
La spada di Rossella infilza il mondo
Fiamingo d’oro ai mondiali di Kazan, Garozzo terzo nella prova maschile
Non solo fioretto, dopo vent'anni anche la spada azzurra torna sul tetto del mondo. L'impresa a Kazan), ai mondiali di scherma, è sempre declinata al femminile, dopo la tripletta del dream team delle fiorettiste: Rossella Fiamingo, 23 anni siciliana, riporta in Italia il titolo che mancava nella specialità dal 1994, quando a vincere ad Atene fu Laura Chiesa. Ed è festa sulla pedana russa, ma anche lacrime per la giovane spadista di San Giovanni La Punta, 22mila abitanti ai piedi dell'Etna: in finale l'azzurra ha battuto 15-11 la tedesca Britta Heidemann, argento olimpico a Londra 2012. «Non ci credo ancora» ripete la Fiamingo. E il team della spada può esultare anche per il bronzo di Enrico Garozzo, fermato in semifinale dal coreano Kjoung-Doo Park per 15-10. La Fiamingo riporta l'Italia sul podio di una prova iridata di spada femminile a quattro anni dall'edizione di Parigi2010 quando arrivò la medaglia di bronzo di Nathalie Moellhausen che è stata proprio prima avversaria di giornata dell'azzurra. Quasi un «passaggio di testimone» tra le due ex compagne di Nazionale, dato che Nathalie Moellhausen, superata 15-6 da Rossella Fiamingo, ha scelto di difendere i colori del Brasile, sua seconda nazionalità in passaporto. Nella corsa vincente verso l'oro la Fiamingo, al suo primo titolo individuale senior, aveva superato 15-5 la coreana Choi, quindi nel turno delle 16 la russa Violetta Kolobova per 15-7 ed ai quarti, per 15-13 l'estone Irina Embrich. In semifinale poi la vittoria contro l'ucraina Yana Shemyakina per 13-12 e, infine, l'assalto valido per il titolo contro la tedesca Heidemann. «Sono troppo felice, non me l'aspettavo - dice la neo campionessa del mondo - mi sono divertita, assalto dopo assalto. Mi sono fidata di me stessa e questo mi ha portato a vincere. Lo so, se tiro con coraggio sono capace di fare qualcosa di buono. Ho sempre preso l'iniziativa, mi sono buttata e ho cercato di contenere l'emozione». Che aveva fatto capolino naturalmente quando l'azzurra è salita in pedana per la medaglia: «Mi sono detta, se devi piangere fallo dopo - ha sorriso la spadista - quest'anno mi sono fatta prendere dal panico, ma non stavolta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
