Italia
Quei cartelli e la salita interminabile
Sveglia all’alba e tanta fatica. E all’arrivo il premio è una rosa
di ELENA GUERRI
La sveglia è suonata all'alba. Colazione abbondante alle 5.30 per poter affrontare con tutta l'energia necessaria la Prato-Abetone. La partenza della gara è alle 7.30 da viale Piave, ma per avere il privilegio di partire in prima linea occorre schierarsi al via già alle 7. Tra un saluto e una chiacchiera con gli altri ciclisti il tempo vola e arriva il tanto atteso start. Con velocità controllata intorno ai 40 all'ora, il fiume degli oltre 800 partecipanti ha percorso i primi 24 chilometri: gli unici interamente pianeggianti di una corsa in cui la salita è la vera protagonista. Rotonda dopo rotonda, arriva finalmente la prima ascesa di giornata: la Collina, 770 metri di altitudine, con i suoi tornanti dolci e impegnativi. Dodici chilometri in cui il plotone si fraziona, con una selezione implacabile dettata dal ritmo dei migliori scalatori. I più allenati e i più forti ben presto guadagnano vantaggio, mentre per i "comuni mortali" e le donne, pedalata dopo pedalata la fatica inizia a farsi sentire. Un respiro breve in discesa fino a Ponte alla Venturima e poi la strada torna nuovamente "nemica" con gli 800 metri di altitudine del Passo dell'Oppio. Tanti i tifosi e gli appassionati lungo il percorso per incitare i cicloamatori. A infondere un po’di coraggio a questi ultimi, anche i volontari presenti ai ristori, molto gentili e abili nel passare "al volo" (fermarsi non è concesso) un bicchiere di acqua, di sali, di thè o qualche frutto. Limestre, La Lima, San Marcello, paesino dopo paesino, l'Abetone si avvicina. Ma «quando sembra che sia finita» come recitava una nota canzone di Venditti, «è proprio allora che inizia la salita»: l'ultima con i suoi 18 chilometri interminabili, con i cartelli che ogni mille metri indicavano insensibili quanto l'arrivo fosse tutt'altro che vicino. Il bosco intorno, il silenzio, il fresco della montagna e lo striscione rosso sempre meno distante. Superato Piano Sinatico, superate le Regine alla fine, ecco l'ultimo chilometro e con esso la fine delle fatiche. Ottima l'organizzazione della competizione, attenta a ogni minimo dettaglio: dal pasta party alla sicurezza, all’occhio di riguardo per le ragazze, alle quali è stata regalata una rosa al termine della corsa.
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