Gioco
Niente titolo europeo per Nencioni che dice «Basta, ora mi fermo»
LIVORNO. Commovente, coraggioso, combattivo. Igor Nencioni ce l'ha messa tutta per strappare la cintura di campione europeo di MMA (Mixed Martial Arts) pro Kombat League al patavino Aramis Alberti,...
LIVORNO. Commovente, coraggioso, combattivo. Igor Nencioni ce l'ha messa tutta per strappare la cintura di campione europeo di MMA (Mixed Martial Arts) pro Kombat League al patavino Aramis Alberti, ma non ce l'ha fatta. Tanto di cappello, comunque al fighter di casa nostra che, sebbene non fosse al top della condizione, non si è tirato indietro e nella gabbia ottagonale ha lottato fino quando non è stato costretto ad alzare bandiera bianca per un colpo ricevuto alla mandibola.
Igor, purtroppo non è andata bene. Un vero peccato, ma che cosa non ha funzionato?
«Ho perso e basta. Non voglio trovare attenuanti. Non è nel mio stile».
D'accordo però c'è un retroscena che merita di essere svelato…
«Sì. Pochi giorni prima del combattimento in allenamento mi sono fratturato la mano destra e come se non bastasse ho avuto problemi con la mandibola, che poi ha determinato l' interruzione per sublussazione per un colpo ricevuto».
Ma a quel punto non era il caso di chiedere il rinvio del combattimento?
«Nemmeno per idea. Se avessi dovuto combattere in trasferta avrei rimandato, ma davanti alla mia gente non mi sarei tirato indietro per niente al mondo».
Ti sei pentito della scelta alla luce del risultato?
«Mai. I livornesi meritano il massimo rispetto da parte di chi li rappresenta».
Nella gabbia non sei stato molto fortunato…
«Non è una novità. Diciamo che sono in credito con la dea bendata. Sembra impossibile, ma negli ultimi combattimenti sostenuti a Livorno tutti gli episodi decisivi mi sono stati avversi».
Pensiamo al futuro. Che cosa ci leggi ?
«Credo proprio di aver concluso la mia esperienza con l'MMA. Gli acciacchi l'età, compirò 39 anni a gennaio, mi consigliano di fermarmi. Ho il serbatoio delle energie e delle motivazioni a secco. Però ci tengo a ringraziare chi mi ha sostenuto».
Tifosi, staff dello Sport Combat Club e amici?
«Certo. E gli sponsor. Senza di loro sarebbe stato impossibile organizzare le tre riunioni di settembre, marzo e giugno». (f.p.)
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