Gioco
Orlando e Pontino, questo matrimonio non s’ha da fare
Il progetto–fusione salta per la concessione dei campi I giallorossi avranno soltanto il «Della Pace» per l’attività
LIVORNO. «Questo matrimonio non s’ha da fare». La fusione tra il Livorno Nord Pontino e l’Orlando Calcio è definitivamente saltata. Le due società, dopo mesi di incontri e riunioni, non sono infatti riuscite a unirsi per motivi burocratici. Ma il mix potrebbe essere soltanto rimandato al prossimo anno.
La situazione. La proposta era stata avanzata dal Pontino a febbraio, subito dopo la perdita dell’impianto sportivo “Gimona” (piazza Ferrucci) in favore dell’Ardenza, uscita vincente dalla gara comunale per l’affidamento in concessione. E l’Orlando aveva dato la sua disponibilità. «L’unione fa la forza», avevano detto le due società. Che tra marzo e giugno si sono incontrate numerose volte, cercando di costruire una nuova realtà (Pontino Orlando). Poi lo stop.
Il nodo. +La trattativa si è arenata sulla questione delle strutture: oggi il Pontino ha il “Della Pace”, mentre l’Orlando il “Pitto” e il “Tesei”. Le concessioni di questi tre impianti sono scadute e devono essere rinnovate dall’amministrazione comunale: non ci saranno problemi, ma servono ancora alcune settimane. E il nodo è proprio qui, come spiega Fabrizio Paci, presidente del Livorno Nord Pontino: «Le due società avevano raggiunto un accordo di massima. Poi l’Orlando si è tirato indietro per motivi burocratici. In che senso? I tre impianti, con la fusione, sarebbero tornati in gara, visto che le concessioni non sono state ancora rinnovate. E il nuovo Pontino Orlando, probabilmente, ne avrebbe perso uno, visto che una società non può avere più di due strutture comunali in mano. Noi eravamo disposti a prenderci questo rischio, loro no». Così i giallorossi, nella prossima stagione, avranno soltanto il “Della Pace”: «Cercheremo di concentrare lì tutte le nostre squadre – continua Paci – sfruttando la parte dietro la tribuna, oppure contatteremo il Comune per avere altri spazi. Comunque al “Della Pace” possono giocare sia gli Juniores regionali che gli Allievi regionali, mentre per la Prima Categoria chiederemo una deroga di un anno alla Figc. Tentativi per un’altra fusione? Prima dell’Orlando avevamo parlato con l’Ardenza, ma non era interessata».
Stop Orlando. Anche l’Orlando conferma il problema degli impianti: «Non siamo riusciti a inoltrare la domanda della fusione per motivi tecnici – interviene il presidente Paolo Piccardi – c’era il rischio di perdere una delle tre strutture». Ma qualcuno, all’interno della società azzurra, non era convinto del progetto: «È vero – ammette Piccardi – ma il consiglio aveva dato l’ok». Tra i dirigenti perplessi ecco il direttore generale Ennio Allegri: «Intanto non c’erano i tempi tecnici per alcune pratiche – racconta – poi stiamo parlando di due realtà con due filosofie diverse: noi puntiamo sul divertimento, loro pensano soprattutto al risultato. E non sarebbe stato facile mischiare queste due mentalità».
Fusione tra un anno. Comunque l’ipotesi della fusione resta aperta, ovviamente per il prossimo anno, quando le concessioni saranno sicuramente rinnovate dal Comune. «La cosa andava fatta e andrà fatta – confessa Piccardi – le unioni sono le uniche soluzioni per uscire dalla crisi di questo mondo». Ma a settembre le due società saranno su due strade diverse.
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