Il Tirreno

Livorno

Luci, la pasta del capitano «Vedrete, faremo bene»

di Fabrizio Pucci
Luci, la pasta del capitano «Vedrete, faremo bene»

Il centrocampista amaranto prosegue la riabilitazione dopo il brutto infortunio al ginocchio ed è certo di tornare più forte di prima. «E con i vecchi amici...»

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LIVORNO. C'è l'aria buona della Livorno di una volta al ristorante “La Vecchia Ciurma” di Andrea Luci e Luca Mazzoni. L'inaugurazione dell'enoteca del locale è il pretesto per parlare del calcio colorato d'amaranto. Su una parete la stampa delle Leggi Livornine. In sottofondo le note struggenti di Piero Ciampi: «La selezione musicale è mia» dice con orgoglio il portierone, mentre il capitano, tra un brindisi e l'altro trova il tempo per parlare dell'anno che verrà.

I sacrifici di Andrea. Sono passati quattro mesi e mezzo da quando il suo ginocchio sinistro fece “crac” a Cagliari. È il momento di fare il punto della situazione: «Sto andando avanti. Due settimane fa ho sostenuto l'ultima visita. La convalescenza presso il centro di riabilitazione Kinetic di San Rossore prosegue». Manca la parola vacanza nel vocabolario del capitano: «In effetti dal giorno dell'operazione non mi sono praticamente mai fermato. Però la prossima settimana mi prenderò un po' di riposo perché è davvero tanto tempo che tiro la carretta».

Grinta e cuore. Sulla soglia del ristorante si affacciano tifosi e amici. Tutti, nessuno escluso,vanno dritto da quello che è universalmente considerato l'uomo simbolo del Livorno: «Sai - confida Andrea - la gente è eccezionale. Mi vogliono bene. E il loro affetto mi arriva tutto. E questo mi dà una carica enorme. Ho tanta voglia di tornare più forte di prima anche e soprattutto per loro. Momenti bui? Ce ne sono stati, soprattutto nel primo mese dopo l'infortunio. Adesso però sto gradualmente migliorando e spero di partire per il ritiro con il gruppo il 12 luglio. Se poi non ce la faccio, rivedrò i miei compagni di squadra qualche giorno più tardi».

Vecchi amici. Luci non parla volentieri della squadra. Preferisce concentrarsi sulle proprie sensazioni personali. Ma poi si lascia scappare una confidenza: «Mi fa molto piacere che siano tornati i vecchi compagni di squadra protagonisti della vittoria del campionato di due anni fa (Dionisi e company, ndr)». Nel calcio c'è spazio per i sentimenti. Ma Andrea, da centrocampista pugnace qual è, bada anche al sodo: «Sì. C'è una componente umana ed emotiva. Però c'è anche altro. Credo che rispetto alla concorrenza partiamo avvantaggiati: ci conosciamo già tutti e molti hanno un bel feeling con la piazza».

Il campionato. Siamo a fine giugno. La serie B aprirà i battenti tra un paio di mesi. Estorcere qualche parola a Luci è complicato come l'estrazione di un dente senza anestesia: «Non farmi dire nulla». Sorride. Poi però almeno tre nomi di squadre da tenere d'occhio vengono fuori: «Secondo me bisognerà stare attenti al Catania e allo Spezia. Il Bologna? Vedrete che la squadra per tornare subito in serie A la farà. Altro che problemi societari». Andrea passa e chiude. La pasta del capitano sta per tornare. Più forte di prima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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