Gioco
Luci, la pasta del capitano «Vedrete, faremo bene»
Il centrocampista amaranto prosegue la riabilitazione dopo il brutto infortunio al ginocchio ed è certo di tornare più forte di prima. «E con i vecchi amici...»
LIVORNO. C'è l'aria buona della Livorno di una volta al ristorante “La Vecchia Ciurma” di Andrea Luci e Luca Mazzoni. L'inaugurazione dell'enoteca del locale è il pretesto per parlare del calcio colorato d'amaranto. Su una parete la stampa delle Leggi Livornine. In sottofondo le note struggenti di Piero Ciampi: «La selezione musicale è mia» dice con orgoglio il portierone, mentre il capitano, tra un brindisi e l'altro trova il tempo per parlare dell'anno che verrà.
I sacrifici di Andrea. Sono passati quattro mesi e mezzo da quando il suo ginocchio sinistro fece “crac” a Cagliari. È il momento di fare il punto della situazione: «Sto andando avanti. Due settimane fa ho sostenuto l'ultima visita. La convalescenza presso il centro di riabilitazione Kinetic di San Rossore prosegue». Manca la parola vacanza nel vocabolario del capitano: «In effetti dal giorno dell'operazione non mi sono praticamente mai fermato. Però la prossima settimana mi prenderò un po' di riposo perché è davvero tanto tempo che tiro la carretta».
Grinta e cuore. Sulla soglia del ristorante si affacciano tifosi e amici. Tutti, nessuno escluso,vanno dritto da quello che è universalmente considerato l'uomo simbolo del Livorno: «Sai - confida Andrea - la gente è eccezionale. Mi vogliono bene. E il loro affetto mi arriva tutto. E questo mi dà una carica enorme. Ho tanta voglia di tornare più forte di prima anche e soprattutto per loro. Momenti bui? Ce ne sono stati, soprattutto nel primo mese dopo l'infortunio. Adesso però sto gradualmente migliorando e spero di partire per il ritiro con il gruppo il 12 luglio. Se poi non ce la faccio, rivedrò i miei compagni di squadra qualche giorno più tardi».
Vecchi amici. Luci non parla volentieri della squadra. Preferisce concentrarsi sulle proprie sensazioni personali. Ma poi si lascia scappare una confidenza: «Mi fa molto piacere che siano tornati i vecchi compagni di squadra protagonisti della vittoria del campionato di due anni fa (Dionisi e company, ndr)». Nel calcio c'è spazio per i sentimenti. Ma Andrea, da centrocampista pugnace qual è, bada anche al sodo: «Sì. C'è una componente umana ed emotiva. Però c'è anche altro. Credo che rispetto alla concorrenza partiamo avvantaggiati: ci conosciamo già tutti e molti hanno un bel feeling con la piazza».
Il campionato. Siamo a fine giugno. La serie B aprirà i battenti tra un paio di mesi. Estorcere qualche parola a Luci è complicato come l'estrazione di un dente senza anestesia: «Non farmi dire nulla». Sorride. Poi però almeno tre nomi di squadre da tenere d'occhio vengono fuori: «Secondo me bisognerà stare attenti al Catania e allo Spezia. Il Bologna? Vedrete che la squadra per tornare subito in serie A la farà. Altro che problemi societari». Andrea passa e chiude. La pasta del capitano sta per tornare. Più forte di prima.
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