Gioco
Basket, la pressione tutta su Milano Siena stasera prova il colpaccio
MILANO. «Abbiamo giocato una partita di ben altro tenore agonistico, rispetto a quella di due giorni fa, ma non è bastato». Luca Banchiè stato respinto con perdite per due volte consecutive dalla...
MILANO. «Abbiamo giocato una partita di ben altro tenore agonistico, rispetto a quella di due giorni fa, ma non è bastato». Luca Banchiè stato respinto con perdite per due volte consecutive dalla «sua» Siena e adesso tutta la pressione del mondo torna sulle spalle dell’Armani Milano, che non vince uno scudetto da diciotto anni e che stasera cercherà di riportarsi in vantaggio nella serie di finale per lo scudetto del basket- «Il diverso atteggiamento difensivo non è stato abbinato ad altrettanta lucidità in attacco - ha proseguito l’allenatore grossetano di Milano - e, trovando l’area intasata da raddoppi e rotazioni, non siamo riusciti a segnare con adeguata continuità diversi buoni tiri. Loro sono stati più bravi nei momenti chiave».
Milano è sempre stata ad inseguire, basandosi un po’ troppo spesso sull’uno contro uno: «Più che sulla soddisfazione personale, credo fosse la volontà di aiutare la squadra. C’era l’esigenza di replicare agli avversari, ma concordo sul fatto che l’ideale sarebbe avere una costruzione di gioco, anche se non è sempre facile trovarla». Come in occasione del tiro forzato di Gentile sul -5 a 2’ dalla fine: «Quella può non essere stata la giocata migliore, ma in quei frangenti è complicato».
Samardo Samuels è riuscito ad incidere con poca continuità, spesso raddoppiato dagli avversari: «E’ vero, loro mi hanno raddoppiato molto. Io ho cercato comunque di fare la cosa giusta ed aiutare la squadra, restando sempre aggressivo - ha spiegato il giamaicano, al termine del confronto - Loro hanno giocato bene ed hanno eseguito bene, riuscendo a vincere le due partite in casa. Trovando ottimi aggiustamenti dopo gara 1 e 2».
E Siena? Esaltata, al settimo cielo anche se tuti sanno che l’avventura avrà comunque un finale amaro, ovvero la scomparsa dal basket che conta alla fine della serie. «Il fatto oggettivo - spiega il coach della Mens Sana, Marco Crespi - è che una serie a sette gare si è ridotta a una serie a tre, e questo credo sia un trofeo da aggiungere alla nostra stagione. Milano è e rimane la grande favorita, noi si siamo avvicinati un pò alla grande favorita.
Penso che abbiamo giocato gara 3 e gara 4 in uno splendido crescendo. Due gare leggermente diverse tra loro, anche per dettagli tecnici, ma gara 4 ha impressionato per la forza mentale della squadra. Ritornando alle due gare a Milano, dove abbiamo peccato è nell'aver concesso all'Olimpia troppi canestri facili in contropiede primario e in penetrazione, al di là delle percentuali al tiro. Questa sarà lo cosa di cui occuparci per prima ad Assago.
Penso che tutti i miei giocatori si sentano protetti e con certezze nel giocare di sistema. Sanno che ogni volta può essere più protagonista uno di loro anzichè un'altro, magari anche per le scelte della difesa avversaria».
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