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Lucarelli: la squadra mi deve assomigliare

di Saverio Melegari
Lucarelli: la squadra mi deve assomigliare

Il nuovo allenatore della Pistoiese ha avuto anche il viatico di Mazzarri e spera tanto nella curva

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PISTOIA. Alla soglia dei quarant’anni, ne mancano uno e mezzo circa, anche un tipo passionale come è sempre stato Cristiano Lucarelli sembra aver capito che è arrivato il momento di essere un po’ più pragmatici e pensare che, dopo due soli anni da allenatore, è arrivato il momento giusto per concentrarsi al massimo e provare a raggiungere, col tempo, alti livelli. Magari partendo da Pistoia

«Perché se vuoi fare l’allenatore devi usare il cervello e non il cuore» è la sua massima che fa da chiosa alla presentazione ufficiale dell’ex bomber del Livorno come nuovo allenatore della Pistoiese.

Una trattativa nata e portata a termine nel giro di un giorno e mezzo, fra mercoledì e giovedì scorso, grazie alla presenza di un suo grande amico come Nelso Ricci che già negli anni di Livorno in serie A aveva fatto vedere e capire quanto tenesse a Cristiano, ex bomber labronico.

Un Lucarelli che, proprio per quel motto lanciato in conferenza stampa, ha optato per lasciare la costa, dopo l’esperienza di Viareggio, e venire un po’ nell’entroterra fra vivai, caldo afoso e zanzare dicendo di no anche a quell’Aldo Spinelli che lo aveva cercato per far ripartire il Livorno dalla serie B sulle macerie di una retrocessione quanto mai amara dalla massima serie.

La prima domanda per Lucarelli è netta: sul suo tavolo c’erano le opzioni Livorno in serie B, Lecce in Lega Pro per provare a vincerla e poi la Pistoiese con obiettivi di salvezza.

Perchè ha scelto l’ultima opzione?

«Un allenatore, se vuole fare questo mestiere, deve utilizzare il cervello e non il cuore. Per questo – rispond Lucarelli –, la scelta di Pistoia è legata esclusivamente ad un aspetto mentale e perché, in questo momento, è più utile per il sottoscritto che vuole crescere in questo ruolo. Un conto sono le parole, ma quando ti mettono davanti agli occhi un contratto tutto cambia: complimenti alla società che ha dimostrato ampia fiducia verso di me».

Le voci dicono che l’amore fra Cristiano Lucarelli e la Pistoiese è sbocciato in maniera rapidissima…

«Mi ha chiamato il mio amico Nelso Ricci dicendomi che si poteva fare una chiacchierata per prendere in considerazione l’ipotesi Pistoiese. Sono venuto qua, ho parlato col presidente e visionato campi di allenamento e stadio. Poi, come succede in questi casi, uno pensa che ci si può risentire per telefono il giorno dopo per capire se ci siamo piaciuti oppure no ed invece, quando mi sono alzato dalla sedia, mi hanno fatto rimettere seduto facendomi vedere il contratto. Da lì ho capito che potevo venire a Pistoia».

Il rapporto fra Mazzarri e Lucarelli non è certo una novità di oggi: quanto conta nella sua mentalità di allenatore confrontarsi col tecnico dell’Inter? «Durante la mia carriera da giocatore ho avuto a che fare con tanti mister bravi, da Mazzone a Mondonico fino a Guidolin e altri. Chi mi ha dato la passione giusta per questo ruolo, però, è Mazzarri visto che a Napoli, nel mio ultimo anno da calciatore, mi ha voluto con se e preteso che aiutassi Hamsik, Cavani e Lavezzi a migliorare. E’ stata la prima persona che ha saputo che sarei venuto a Pistoia e mi ha detto: “vai tranquillo, è il posto giusto”.

Sarà una Lega Pro, quella della prossima stagione, piena di derby: per un sanguigno come lei un’occasione per avere stimoli in più?

«Questo è vero, soprattutto per uno come me che gli girava le scatole anche quando perdeva a figurine. Ci saranno tante partite con pubblico numeroso e trasferte comode per i nostri tifosi. Sembra di tornare indietro di 20-25 anni quando, da tifoso, ammiravo una bella serie C con tante realtà toscane: ci saranno piazze interessanti e squadre pronte a lottare per la B».

Ma Cristiano Lucarelli da giocatore correva sotto la curva del Livorno col pugno chiuso. Che cosa si può promettere ai tifosi arancioni?

«Che lavorerò 24 ore su 24 per questi colori e che da oggi sono il primo tifoso della Pistoiese: cercherò che anche la squadra mi assomigli il più possibile per dare delle soddisfazioni ad una tifoseria che, in questi anni di dilettantismo, è rimasta comunque accanto alla squadra. E con la spinta di una curva che, lì a ridosso della porta, qualche punto ce lo può regalare».

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