Il Tirreno

Livorno

In nome di Carlo: dopo i libri lo spettacolo

di Dario Serpan
In nome di Carlo: dopo i libri lo spettacolo

LIVORN O. Il calcio è un motore che non si ferma mai, neanche di fronte agli scandali e alle morti sospette. Uno dei casi più drammatici della storia del pallone nazionale è quello del toscano di...

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LIVORN O. Il calcio è un motore che non si ferma mai, neanche di fronte agli scandali e alle morti sospette. Uno dei casi più drammatici della storia del pallone nazionale è quello del toscano di Monticiano (lo stesso paese di Luciano Moggi, ironia del destino) Carlo Petrini, ex attaccante negli anni Settanta morto dopo molte sofferenze e una lunga emarginazione a Lucca dove risiedeva nel 2012 e colpito in vita da una malattia che secondo i medici che lo hanno curato potrebbe derivare dal doping.

La sua morte non ha chiuso il caso. Oggi esiste uno spettacolo che ricorda Petrini, mentre la vedova Adriana porta in giro il suo verbo e non smette di raccontarlo, per difendere le verità di Carlo contro il sistema. Quelle raccontate nella sua coraggiosa autobiografia uscita nel 2000, e intitolata “Nel fango del dio pallone”. Massimo Del Papa (giornalista, scrittore e attore) ha portato al Teatrofficina Refugio di Livorno il reading musicale “Sport in vena” in anteprima nazionale, dopo averlo messo in piedi con Andrea Franchi per rendere omaggio alla figura di un campione dimenticato da molti, perché scomodissimo. Prima dello spettacolo, un monologo sulle morti nel calcio e sullo scandalo delle scommesse fino ai giorni nostri, Del Papa ha intervistato la vedova Petrini. «Non è mai facile – spiega - Adriana – ammettere di aver sbagliato, ma Carlo era una persona libera e non riusciva più a stare dentro l’omertà che esiste nel mondo del calcio, tanti ex compagni gli hanno voltato le spalle proprio dopo che lui decise di raccontare ciò che accadeva dietro le quinte».

Petrini ha vestito le maglie di Milan, Torino, Roma, Verona, Bologna ed altre, ha vinto una Coppa dei Campioni col Milan e una Coppa Italia col Torino. Poi, nel 1980, Carlo fu coinvolto nello scandalo del calcio scommesse e quindi squalificato. Finì la carriera a Rapallo nel 1985. E’ stato affetto da una forma di glaucoma che gli ha procurato una quasi completa cecità e, secondo i medici, potrebbe essere correlata ai farmaci dopanti assunti in carriera «Dopo la morte del figlio Diego nel 1995 – dice la vedova - Carlo decise di fare qualcosa per ritrovare la dignità, quindi ha cominciato a scrivere libri di denuncia, affrontando di pari passo le sue patologie. Oltre al glaucoma, aveva un tumore al polmone, al rene e al cervello, ma non si è mai pianto addosso». Petrini ha scritto 9 libri, quante denunce e smentite ha avuto? «Nessuna – risponde Adriana - solo una querela da Luciano Moggi, che chiese 3 milioni di danni, ma la sentenza ha dato ragione a Carlo».

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