Gioco
Galabinov, che famiglia tra calcio e pallavolo
LIVORNO. Lo sport nel Dna familiare. Ecco la storia di Andrey Galabinov, l’attaccante bulgaro in prestito secco all’Avellino, che quest’anno ha stupito tutti segnando 15 reti in serie B (più una in...
LIVORNO. Lo sport nel Dna familiare. Ecco la storia di Andrey Galabinov, l’attaccante bulgaro in prestito secco all’Avellino, che quest’anno ha stupito tutti segnando 15 reti in serie B (più una in Coppa Italia). E debuttando a marzo con la Nazionale maggiore nell'amichevole con la Bielorussia, vinta 2-1: maglia da titolare, ruolo di prima punta e 45 minuti brillanti, durante i quali è mancato solo il gol. Che però è arrivato il 23 maggio in un altro test, quello con il Canada finito 1-1: gioia personale alla seconda presenza dunque per Galabinov, che ha coronato così una stagione straordinaria.
La famiglia Galabinov. Ma Andrey è soltanto uno dei tanti prodotti della famiglia Galabinov con un posto di primo piano nello sport bulgaro. Sia il padre, Assen, che la madre, Paulina Filipova, hanno infatti giocato nelle rispettive Nazionali di pallavolo. Il fratello Yordan, classe 1990, è invece nella rosa del Volley Corigliano (serie A2). Ma non finisce qui. Perché il 26enne attaccante è anche nipote dell’omonimo Andrey Galabinov, anche lui ex giocatore della Nazionale di pallavolo. E il calcio? Beh, qui spunta il nonno Yordan Filipov, ex portiere del Cska Sofia e della Nazionale negli anni ’60. Insomma, una famiglia tra calcio e pallavolo.
Il futuro. L’Avellino, a dicembre, chiese agli amaranto la metà del suo cartellino: le due società erano vicine a un accordo, poi la frenata nella trattativa. E ora il discorso è chiuso vista la recente abolizione delle comproprietà da parte della Figc. La punta rientrerà dunque a Livorno per fine prestito. Tutto confermato dal presidente irpino Walter Taccone: «A dicembre parlai con il suo procuratore e con la società amaranto. Eravamo a un passo dall’accordo, poi non ci siamo più sentiti. Il Livorno punterà su di lui. Noi avremo la magra consolazione della valorizzazione, anche se è una cifra bassa rispetto al suo valore». Ma il gigante bulgaro è perplesso. Il ricordo dell’ultima esperienza in maglia amaranto, vissuta tra gennaio e giugno del 2011, è infatti amaro: 3 gettoni e nessun gol. Galabinov – per restare – chiede garanzie solide alla società labronica, anche se Spinelli ha già dichiarato di voler puntare su di lui per la prossima serie B. E sono arrivate anche le parole del direttore sportivo Elio Signorelli.
«Il Livorno vuole riportarlo a casa. Non abbiamo ancora parlato con l’Avellino e ci sono molte cose da chiarire e verificare, ma il giocatore ha mostrato il suo valore in questa stagione e farebbe molto bene qui.
Se però Andrey affermasse la sua volontà di rimanere ancora con gli irpini, allora bisognerebbe discuterne. Comunque i rapporti tra le due società sono ottimi. E non ci saranno problemi a trovare un accordo». Ma prima c’è da risolvere il nodo allenatore. Perché potrebbe essere decisivo il parere di Davide Nicola, compagno di squadra e poi tecnico di Galabinov nel Lumezzane.
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