Gioco
A Livorno l’ultimo addio a Mankin, mito della vela
Era nato a Kiev ma da diversi anni viveva con la famiglia a Livorno Aveva vinto quattro medaglie olimpiche. Le ceneri saranno disperse in mare
LIVORNO. Un grave lutto ha colpito tutta la vela italiana: Valentin Mankin, nato a Kiev il 19 agosto del 1938, si è spento dopo una lunga malattia. Lascia la moglie Rita, con cui si era stabilito da diversi anni a Livorno, la figlia Irina e l'amato nipote Dimitri, e lascia un enorme vuoto in tutti gli appassionati italiani di vela, che hanno avuto modo di conoscerlo e di amarlo. Dopo aver vinto tutto il possibile da atleta - a partire da quattro medaglie olimpiche in quattro edizioni dei Giochi (oro a Città del Messico 1968 nel Finn, Monaco 1972 nel Tempest e Mosca 1980 nella Star, argento a Montreal 1976 nel Tempest) - Mankin all'inizio degli anni '90 si era stabilito in Italia, iniziando una proficua collaborazione con la Federazione italiana vela che lo aveva portato a ricoprire diversi ruoli, su tutti quello di direttore tecnico della Nazionale italiana di vela. Punto di riferimento per intere generazioni di velisti italiani, Valentin era un vero e proprio mito, una persona speciale, un atleta e un tecnico come non ce sono in circolazione. «Sono davvero molto addolorato, la scomparsa di Valentin Mankin è una perdita gravissima per tutta la vela italiana», ha dichiarato il presidente della FIV Carlo Croce. Un dolore, quello del Presidente Croce, cui si unisce tutta la Federazione italiana vela, dal consiglio alla segreteria fino alla direzione tecnica, gli allenatori, i giudici e tutte le persone che in questi anni hanno avuto la fortuna di vivere la passione per la vela al fianco dell'immenso Valentin. La Fiv tutta è vicina alla moglie Rita e alla figlia Irina. Ieri pomeriggio alla Misericordia si è svolta una breve cerimonia di commiato in forma ristretta. Nei prossimi giorni, invece, si terrà una cerimonia funebre al largo di Livorno, in cui verranno disperse le ceneri di Valentin.
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