Il Tirreno

Livorno

Terzo no per Pepito è una maledizione

Terzo no per Pepito è una maledizione

«E’ inutile fare polemiche» dice il suo deluso procuratore Fra scelte tecniche e infortuni, persi 2 Mondiali e un Europeo

2 MINUTI DI LETTURA





COVERCIANO. Il suo procuratore Andrea Pastorello assicura - con qualche sforzo e una tensione visibile - che l'ha presa con serenità. Ma ormai per Giuseppe Rossi si può parlare di maledizione azzurra: quando si avvicina una grande manifestazione le porte della Nazionale si chiudono. Che si tratti di infortuni, scelta tecnica o di tutto un po’, Pepito ha visto sfumare il Mondiale 2010, l'Europeo 2012 e ora Brasile 2014. Vista così, il bilancio di una carriera non felice, nonostante 30 presenze e 7 reti in azzurro. Con la decisione di Prandelli che non lo porterà in Brasile, è il terzo no che Rossi deve ascoltare.

Il primo data data 2010 quando l'allora ct Marcello Lippi, dopo averlo fatto giocare in Confederations l'anno precedente, lo inserisce tra i 28 pre-convocati per il Mondiale in Sudafrica salvo escluderlo dopo il ritiro al Sestriere dal gruppo dei 23: scelta di cui Lippi si pentirà non poco come ha ribadito anche giorni fa.

Nel novembre dello stesso anno Prandelli, neo tecnico dell'Italia, consegna a Pepito la fascia di capitano nel test con la Romania. Sembra il preludio di un riscatto in azzurro per l'attaccante ma nel 2012 l'attaccante è costretto a saltare gli Europei in Polonia e Ucraina (dove l'Italia arriverà seconda) per l'infortunio patito il 13 aprile in allenamento al legamento crociato del ginocchio destro già operato dopo l'incidente dell’ottobre 2011 contro il Real Madrid. Dopo l'ennesimo stop e altri due interventi Rossi torna protagonista con la Fiorentina nella stagione appena conclusa: 14 reti in 18 gare che lo proiettano in testa ai marcatori e un gol anche in la Nazionale a novembre nel test con la Nigeria. Ma il 5 gennaio 2014 deve fermarsi ancora per una lesione al collaterale del solito ginocchio dopo uno scontro nel derby col difensore del Livorno Rinaudo. Da qui comincia la sua ennesima, vana rincorsa. «Ha fatto sacrifici pazzeschi per 5 mesi, l’amarezza è logica - dice Pastorello - ma non è il caso di fare polemiche, e soprattutto è inutile. Prandelli ha preso una decisione sofferta e solo lui potrà spiegarla. Adesso Giuseppe deve solo pensare a staccare e a smaltire questa botta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore