Il Tirreno

Livorno

Per Meazza & c. il dopopartita finì in una casa chiusa

di Corrado Benzio
Per Meazza & c. il dopopartita finì in una casa chiusa

Riva a Messico 70 si struggeva d’amore per la Dama Bionda e Vicini sorvolò a Italia 90 sulla liason fra Vialli e la Parietti

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FIRENZE. L’Italia ha patito (ma anche gioito) per la Dama Bianca, ma ha avuto anche un paio di Dame Bionde.

Nei giorni caldi in cui si domanda se Alena Seredova andrà in Brasile, magari solo per accompagnare i figli a vedere papà Buffon, tornano alla memoria tanti episodi dell’«altra storia» rosa (spesso shoking) dei campioni pallonari.

La Dama Bianca era Giulia Occhini, sposata con un medico e madre di due figli, che diventò la donna di Fausto Coppi, il Campionissimo. Si narra che una delle prime notti d’amore le passò all’hotel Astor di Viareggio. E’ invece certo che scontò giorni di carcere per quell’amore fedifrago.

La galera secondo il grande Gianni Brera, la rischiò anche Gigi Riva alla vigilia dei mondiali di Messico 70. Rombo di Tuono era innamorato di Gianna Tofanaro, la prima Dama Bionda della nostra breve storia. Un amore che squassò l’animo a Riva costretto a 40 giorni di ritiro a Città del Messico perchè la squadra doveva abituarsi ai 2200 metri d’altura.Lei era sposata, ma Brera nella sua «Storia critica del calcio italiano»prende un doppio abbaglio. «Riva in Messico ha addirittura la preoccupazione »– scrive – di venire denunciato per adulterio: ha trovato l’amore, ma il marito di lei se n’è accorto».

L’amore fra Gigi e Gianna è vero, ma il reato di adulterio riguardava solo le donne e perdipiù era stato abolito dalla Suprema Corte nel 1968.

L’altra Dama Bionda della Nazionale è Marcella Monetti detta «Marcy». La paparazza Novella 2000 insieme ad Arrigo «straordinerio» Sacchi ad Amsterdam in pieni Europei 1996. Lei si fa anche intervistare, ma parla solo di un ’amicizia. In casa Azzurri l’articolo crea scompiglio perchè le cose non vanno così benissimo.

Molto peggio andranno alla spedizione italiana a Cile 1962, eliminati al primo turno dopo una corrida contro i padroni di casa. David, terzino rossonero, espulso in partita si sfogherà in seg uito per non passare da caprio espiatorio. In una intervista raccontò che i dirigenti della Nazionale chiesero loro se, durante il ritiro, avessero bisogno di ragazze, che al caso ci avrebbero pensato loro. Sembra che un giocatore del Bologna scese in pigiama quando seppe che arrivavano le ninas.

In un’altra intervista si parla di campioni e signore. Azeglio Vicini, commissario azzurro di Italia 90, risponde su tutto anche alla domanda che insinuava lo scarso rendimento di Vialli legato ad una liason con Alba Parietti, soubrette che andava per la maggiore.

«Non lo so – risponde il saggio ex ct arrivato terzo – la Parietti era una delle tante giornaliste accreditate».

E non pensiate che ai tempi di Vittorio Pozzo le cose fossero molto diverse. Certo il ct bicampione del mondo (e vincitore anche della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Berlino) era uomo tutto d’un pezzo, un patriota. Ai ragazzi faceva intonare la Leggenda del Piave per caricarli, ma permetteva loro, a fine gara anche di scaricarsi.

Anche qui ci viene in aiuto il grande Gioanbrerafucarlo.

L’Italia è campione del Mondo, grazie al titolo vinto a Roma nel 1934. Nel 1938 si ripeterà a Parigi ma l’inizio – come sempre capita a noi italiani, non è dei migliori. Vincemmo la prima gara contro la derelitta Norvegia, ma solo ai supplementari. Pozzo rivoluziona la squadra, ma non solo.

Ecco il racconto di Brera: «Lo sa commenda perchè siamo andati male? domanda capitan Meazza a Pozzo. Perchè ci abbiamo il sangue grosso».

Col linguaggio di oggi si penserebbe al doping, all’epo, ad altre sostanze nelle vene. Ma non è così.«Don Vittorio – continua Brera – incupisce, si morde i denti, strizza gli occhietti maligni. «E sia, ma niente concessioni al vizio!« si arrende il Commissario Unico. «L’atto naturale» promette el Pepin: «chi vuole venire venga». La Francia –chiosa Brera – è piena di Maison Tellier. L’atto naturale riconcilia i nostri prodi con la vita e i mondiali» .

La Maison Tellier è il celebre postribolo di un racconto di Maupassant. Per la storia, giusto 2 decenni dopo, il 20 settembre del 1958 entra in vigore la legge Merlin ed in Italia vengono chiuse le «case chiuse». In Francia, arriviamo sempre dopo, era successo un paio di anni prima.

Il capitano per eccellenza, Valentino Mazzola, che non giocò mai un mondiale, si era separato dalla moglie. Era noto che il Torino gli passava lo stipendio doppio. Meno noto che i suoi figli vivevano separati: Ferruccio con la madre, Sandro col padre.

Una storia che pochi conoscevano e nessuno scrisse. Ci vorrà la Dama Bianca e il Campionissimo a far esplodere in Italia il pettegolezzo sentimentale nello sport. E allora si capisce come il caso Buffon-Seredova-D’Amico sia poca cosa.

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