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Livorno

Marquez e Lorenzo, un duello nella storia

di Cristiano Marcacci
Marquez e Lorenzo, un duello nella storia

Dopo un’incredibile serie di sorpassi, il campione in carica batte l’alfiere Yamaha. Rossi buon terzo, Fenati vince in Moto3

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INVIATO A SCARPERIA. Un Mugello al cardiopalma ci riconcilia con il “made in Italy” e con i bolidi su due ruote. Uno dei Gran Premi più esaltanti ed entusiasmanti degli ultimi anni ci offre un sensazionale duello tra Marc Marquez e Jorge Lorenzo, un Valentino Rossi bravo anche in cucina (con il design del suo nuovo casco aveva infatti promesso che la “pasta Vale non scuoce mai e rimane sempre al dente”) e uno stratosferico Romano Fenati, a cui si è fisicamente inchinato lo stesso campionissimo pesarese dopo il trionfo in Moto3.

Non c'è l’ha fatta Lorenzo ad interrompere la sensazionale striscia positiva del campione del mondo in carica, autore della sesta vittoria consecutiva in sei gare, e a piazzare il quarto sigillo personale sulle ultime quattro edizioni del Mugello. Non c'è l’ha fatta per soli 121 millesimi, un battito di palpebre, dopo un appassionante testa a testa cominciato al sedicesimo dei 23 giri, quando Marquez ha infilato a sinistra il rivale della Yamaha sul rettifilo di partenza costringendolo a finire sullo sporco al lato dell’asfalto.

Ma era solo il primo atto di uno spettacolo eccezionale. Staccate al limite, pieghe fino all’eccesso, tentativi di sportellate, correzioni improvvise per evitare il contatto. Un vero show tra campioni, di quelli che ti strozzano il fiato e te lo lasciano in sospeso fino all’ultima curva. Ovvero la Bucine, da cui Marquez esce con quel risicatissimo vantaggio che però gli consente di passare per primo a testa bassa sotto la bandiera a scacchi. Il portacolori della Honda rafforza ulteriormente il suo strapotere in classifica, ma nelle prossime gare dovrà guardarsi bene le spalle da un Lorenzo ritrovato e rinnovato nelle motivazioni.

La Yamaha sta facendo passi da gigante e il tecnico tracciato del Mugello lo ha dimostrato: la moto adesso è veloce sul diritto come guidabile in curva. Un’altra autorevole conferma in questo senso arriva dalla superba prestazione di Valentino Rossi, il cui podio ha mandato in tripudio i 77.463 spettatori presenti all’autodromo fiorentino (per un totale di 111.309 aggiungendo i 9.723 del venerdì e i 24.123 del sabato). Se il “manico” di Tavullia non avesse sbagliato la scelta della gomma anteriore nelle qualifiche e fosse partito un po’ più avanti in griglia, forse avrebbe potuto addirittura festeggiare il suo trecentesimo Gran Premio lottando per la vittoria. Ma i “se” e’ meglio metterli da parte, soprattutto nel motociclismo, ed allora la grande prova del “Dottore” sta tutta nella prepotente rimonta completata nei primi tre giri, quando Rossi, sfruttando anche una azzeccatissima partenza, da decimo raggiunge la terza posizione per poi non mollarla più.

Alle sue spalle il solito inquieto Crutchlow cade e con la moto che scivola sulla pista “abbatte” come un birillo Bradl , mentre con la Ducati Pramac Andrea Iannone, partito secondo, intraprende una serie di schermaglie con Pedrosa per il quarto posto. Alla fine sarà lo spagnolo della Honda a centrare l’obiettivo, mentre Iannone finirà settimo dietro a Pol Espargaro e ad Andrea Dovizioso.

Ad aiutare Valentino nello spazzar via lo spettro dell’edizione 2013 del Mugello, quando per la prima volta in 17 anni nessun italiano sali’ sul podio, ci ha pensato Romano Fenati in Moto3.

Il “Talentino” e’ sempre più un talento ed ora e’ legittimamente autorizzato a sognare in grande. Jack Miller ha voluto esagerare e ha innescato un incidente che lo ha portato fuori gara insieme a Marquez e a Bastianini e cosi’ si è dovuto fermare in testa alla classifica con 110 punti. Alle sue spalle ecco, minaccioso, Fenati con 99. Rispetto agli avversari il pilota della Ktm gestita dal Team Sky VR46 di Valentino Rossi vince anche con la testa, oltre a tenacia, coraggio e tecnica. E’ proprio con il cervello che si è imposto nella gara di ieri, preparando con scientifica precisione l’ultimo mezzo giro. La pattuglia leader era formata da cinque piloti decisi a vincere a tutti i costi: “Fenny” ha arpionato la terza posizione all’Arrabbiata e quando era dentro la Bucine si è scelto la traiettoria migliore e ha messo in cantiere un’uscita più veloce. Questo gli ha consentito di sganciarsi da Vinales e Rins, anche se il distacco finale sullo spagnolo del Calvo Team e’ stato di soli dieci millesimi. Roba da fotofinish.

Un successo di misura (per 248 millesimi) anche in Moto2, con Estive Rabat che ha preceduto Salom e Folger. Bene Simone Corsi, quarto dopo una bella battaglia con Aegerter. E’ finita invece anzitempo nella ghiaia la gara per Mattia Pasini, in quel momento sesto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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