Gioco
Roma, colpo Destro: ma alla storia passa il non rigore di Rizzoli
Cinque minuti per negare un penalty che in effetti non c’era Il Sassuolo si sente beffato e forse meritava di più
REGGIO EMILIA. La Roma vince l'anticipo del “lunch time” a Reggio Emilia con le reti di Destro e Bastos, la prima quasi all'inizio, la seconda oltre il novantesimo. In mezzo una gara tutto sommato equilibrata condizionata da un episodio mai visto che alla fine peserà non poco, scatenando la rabbia del Sassuolo al quale il pranzo rimane decisamente sullo stomaco.
L’episodio, che potrebbe in futuro fare giurisprudenza, succede al minuto 36 sull’1-0 per i giallorossi: Sansone parte in contropiede, in area si gira e cade a stretto contatto con Benatia che a prima vista pare trattenerlo. Il super abitro Nicola Rizzoli prima fa cenno di proseguire, poi su segnalazione dell’assistente di porta Peruzzo concede il penalty con Berardi che piazza la palla sul dischetto; e infine torna a negarlo dopo aver “interrogato” lo stesso Sansone che non gli dà una risposta univoca («Sono scivolato ma lui mi ha toccato»). Il conciliabolo dura 5 minuti e alla fine, rivista l’azione alla moviola, Rizzoli prende la decisione giusta: non era rigore. Ma è soprattutto la modalità della consultazione che fa imbestialire tutti: Garcia nota ironicamente che «è strano chiedere se era rigore o no al giocatore che lo ha subìto, tanto più se è di una squadra che sta giocando per la salvezza»; Di Francesco non accetta la sconfitta maturata in un modo così anomalo e accusa Rizzoli di essere sfuggito dalle sue responsabilità.
Al netto di un episodio che poteva cambiare il match, il risultato è giusto, anche se la Roma ha vinto senza incantare e soffrendo troppo. Soprattutto nella ripresa, davanti al calo dei giallorossi, gli emiliani sono riusciti a manovrare con intensità creando due-tre occasioni malamente sciupate e tutto sommato non avrebbero demeritato il pareggio.
Partita aperta con due moduli speculari 4-3-3 perché il Sassuolo se la gioca senza tatticismi andando a caccia della vittoria clamorosa, forse memore anche dell’1-1 imposto all’Olimpico nella partita di andata. La Roma aggredisce subito e domina per venti minuti, pur rischiando poco prima del’1-0 di Destro di prendere gol su un tiro a botta sicura di Cannavaro, deviato provvidenzialmente da De Rossi. Dopo la rete di Destro, favorita da una grave palla persa di Missiroli trasformata in assist da Nainggolan, i giallorossi cercano di addormentare il match quasi svogliatamente e rischiano di nuovo: nel primo tempo sull’azione del non-rigore, nel secondo su due conclusioni sballate da buona posizione di Sansone e Berardi.
Negli ultimi dieci minuti la Roma finalmente si scuote e avanza il baricentro mentre il Sassuolo pur con 4 attaccanti in campo pare stanco e non riesce più a mordere. Al quinto minuto di recupero arriva il raddoppio, siglato dai tre giallorossi subentrati dalla panchina: Taddei ruba palla a Mendes, Totti riceve e inventa il corridoio buono per Bastos che si presenta solo davanti a Pegolo e lo trafigge con un bel diagonale sul palo lungo. Vittoria preziosa, non gloriosa.
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