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Qui Perignano, Far west: pugni e sedie in campo

Qui Perignano, Far west: pugni e sedie in campo

Rissa tra i tifosi locali e quelli del Cecina, l’arbitro sospende la partita e poi la porta a termine

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CECINA. La posta in palio era altissima. Perignano e Cecina a pari punti al secondo posto, a due lunghezze dalla capolista Geotermica. Una super sfida, quella di Casciana Terme (dove il Perignano gioca le gare casalinghe), che, però, è finita al 42’ della ripresa, quando sono scoppiati tafferugli tra una ventina di ultras del Cecina e un gruppetto di sostenitori dei padroni di casa, rei di aver esultato al gol del 2-1 dei locali.

Tutto si è svolto in pochi minuti. Il gruppetto ha lasciato la tribuna centrale, dove avevano trovato posto oltre 200 sportivi cecinesi, e si sono diretti dall’altra parte dell’impianto. Vicini agli avversari, hanno forzato una recinzione e a quel punto sono volati schiaffi e pugni all’indirizzo di tre o quattro perignanesi, mentre altri se ne andavano per evitare guai. In campo è piombata anche una sedia di plastica e a quel punto i giocatori delle due squadre si sono avvicinati alla rete per sedare gli animi. Il gioco si è interrotto e per una manciata di minuti non si è capito molto di cosa stesse succedendo.

Fino a quando, però, l’arbitro ha fischiato tre volte, sancendo la fine dell’incontro. Ai dirigenti del Cecina che chiedevano spiegazioni, il signor Daniele Falzone, della sezione Aia di Firenze, ha detto di aspettare il bollettino della Figc, dove verranno riportate le decisioni del giudice sportivo in base al suo referto. Ai carabinieri presenti all’impianto sportivo, invece, l’arbitro ha detto di aver fischiato, perché non c’erano più le condizioni di sicurezza per proseguire.

Resta il fatto che si sia trattato di un episodio assurdo, specie per una gara di Prima categoria, malgrado la grande importanza del risultato. Il presidente del Cecina, Terzilio Ceccanti si è detto «amareggiato e deluso per una brutta figura che rischia di vanificare il lavoro fatto dalla società», spiegando che «deciderà se continuare o meno al termine della stagione».

I dirigenti del Perignano bollano l’episodio come «un’aggressione vera e propria a semplici tifosi, tra cui parenti di alcuni giocatori e alla presenza anche di bambini».

Andreas Quirici

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