Gioco
Due babà velenosi alla Signora
Callejon-Mertens e finalmente una difesa all’altezza: il più bel Napoli dell’anno batte la Juve
NAPOLI. Grande Napoli, piccola Juve, risultato che non fa una piega e corsa-record dei bianconeri fermata sotto il Vesuvio. La squadra di Benitez ha azzeccato la seratona che cercava per dare un senso ad una stagione finora fatta più di bassi che di alti, quella di Conte ha confermato ruggini e stanchezza già viste, aggravate dalla mancanza di Tevez che per un’ora buona ha impedito alla Signora di rendersi realmente pericolosa.
Raramente si era vista la Juventus così in difficoltà, contro un sontuoso Napoli, come nel primo tempo e in particolare nei primi 20-25 minuti: se non avesse avuto un monumentale Buffon fra i pali la squadra di Conte prima dell’intervallo ne avrebbe presi tre. Invece ha subìto solo un gol (non limpido, il sospetto di un sia pur stretto fuorigioco c’è tutto) di un irresistibile Callejon e in qualche modo è rimasta in partita. Nella ripresa la Juve è cresciuta e qualche pericolo lo ha creato, ma nel momento più difficile Benitez si è giocato la carta del folletto Mertens che appena entrato ha segnato un gol straordinario (favorito dalla doppia incertezza di Marchisio e Lichtsteiner) chiudendo il sipario.
San Paolo in delirio per la bella prestazione - la migliore dell’anno insieme a quella col Borussia in Champions - di un Napoli finalmente attento e solido anche in difesa, che naturalmente acuisce i rimpianti per i tanti punti buttati contro squadre non irresistibili. Poteva essere davvero la partita-scudetto, se la squadra avesse sempre avuto questa grinta e questo equilibrio, invece per il Napoli sarà molto difficile artigliare anche la seconda piazza, sicché la stagione pur impreziosita dalla vittoria più bella e più attesa si potrà salvare solo con la conquista della Coppa Italia in finale contro la Fiorentina.
Alla Juventus ieri sera sono mancate diverse cose, oltre a Tevez. Pirlo e i centrocampisti bianconeri sono stati scavalcati molto spesso e hanno perso molti duelli individuali: non eccelsa la partita del regista, ma peggio di lui hanno fatto Vidal e Pogba. E anche in difesa e in attacco i pregi non hanno superato i difetti, non più che complessivamente sufficiente la retroguardia, salvata tre o quattro volte da Buffon; anemico l’attacco, troppo statico e incapace di tenere palla con Osvaldo e con Llorente.
In sostanza la Signora esce male dal San Paolo, confermando i recenti segnali di allarme anche se nulla appare veramente compromesso. Il vantaggio sulla Roma potrebbe al massimo scendere a 8 punti se mercoledì i giallorossi dovessero battere il Parma nel recupero, e sono sempre tanti a 7 giornate dalla fine; perfino il traguardo dei 100 punti non è ancora sfumato. Certo è che Conte avrebbe voluto chiudere subito con la matematica la partita-scudetto e concentrarsi sull’Europa League dando respiro a diversi titolari stanchi e acciaccati, questo forse adesso non sarà possibile. D’altra parte la Juve non perdeva dalla partita di andata a Firenze e per quanto forte e superiore sia, non è... marziana.
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