Gioco
O mia bela Madunina... di Montenero
Da Picchi a Balleri, passando per Mazzarri, Bardi, Duncan, Belfodil, Benassi. Lunedì sera sarà un «derby» vero
LIVORNO. Indovinello: amaranto contro nerazzurri. Indizio: è un derby. Domanda: che partita è? Non Livorno-Pisa. E allora? Ma certo: Livorno-Inter. E non importa se le due città sono lontate oltre trecento chilometri. Per tutti gli intrecci di sentimenti, giocatori, allenatori e dirigenti, la sfida di lunedì sera pare una stracittadina.
Che traffico sulla Cisa! In principio, all'inizio degli Anni Sessanta, furono Armando Picchi e Costanzo Balleri: livornesi fino al midollo, sbarcarono all'Inter con una valigia piena di sogni e belle speranze. Armandino ha scritto con inchiosto nerazzurro pagine di storia indimenticabile. «Lupo», invece, raccolse meno di quanto avrebbe meritato ma il suo talento non è mai stato messo in discussione. Picchi e Balleri tracciarono la strada. Oggi viaggiare tra l'Ardenza e Appiano Gentile è diventato quasi una moda.
Colonia nerazzurra. Nella rosa del Livorno sono cinque i giocatori provenienti a vario titolo dall'Inter. Si tratta di elementi importanti che formano la spina dorsale della squadra. Francesco Bardi, Ibrahima Mbaye, Alfred Duncan, Marco Benassi e Ishak Belfodil. Età media complessiva: 21 anni. Tutti sono alla loro ultima stagione con la maglia amaranto. L'Inter infatti è intenzionata a riprenderseli a fine stagione. L'unico sicuro della prossima destinazione è Benassi che l'anno venturo giocherà nel Torino al quale Thohir ha ceduto la comproprietà nell'ambito dell'operazione che a gennaio ha portato in nerazzurro il granata D'Ambrosio. Per gli altri, con tutta probabilità si aprirà la porta per un nuovo prestito nella massima serie. La «contaminatio» interista non si ferma alla prima squadra. Anche la Primavera amaranto profuma di Inter. L'allenatore è Sergio Zanetti, fratello di Javier, il capitano della Beneamata. E nel roster a sua disposizione di sono il difensore Businaro (che quest'anno è stato condizionato da tutta una lunga serie di guai fisici) e il centrocampista Cannataro che ha già conosciuto i fasti della Nazionale Under 19.
Mazzarri e Vigiani. C'è pure chi ha fatto il percorso inverso e, dopo essere partito (o passato) dalla nostra città è arrivato in quella che è una tra le società più importanti del mondo. E' il caso di Walter Mazzarri che nel 2003/04 riportò il Livorno in serie A dopo 55 anni. Era l'invincibile squadra che si era formata con Osvaldo Jaconi quattro anni prima e che aveva cementato il sneso di appartenenza attraverso la delusione di Como e la rivincita di Treviso. Sempre sotto l'egida di Protti (prima da solo, poi con Lucarelli) e i suoi fedelissimi e valorosi uomini veri. Nel 2003 Mazzarri era un giovane allenatore al debutto in B. Fu prelevato dalla Pistoiese tra lo scetticismo generale, ma l'intuizione di Spinelli fu vincente. Portò con sé un giocatore che si dimostrò un'arma tattica fantastica: Luca Vigiani, da sempre suo fedelissimo. Il connubio con «Topo Vigio» infatti non è mai finito. Il tecnico di San Vincenzo lo ha avuto alle sue dipendenze da giocatore anche alla Reggina e già dall'anno scorso a Napoli l'ex centrocampista amaranto è il suo tattico.
Fine della collaborazione. Bardi, ma in passato pure Dell'Agnello. Benassi e i giocatori d'ebano Mbaye e Duncan. L'andirivieni di questi giocatori è stato favorito dal rapporto di amicizia che unisce Moratti e Spinelli. Da quando l'Inter ha cambiato conduzione societaria, purtroppo per il Livorno, anche certe dinamiche di mercato sono mutate. Due gli esempi eclatanti. Ricordate il caso Botta? Il giocatore interista era stato tesserato in estate dal Livorno perché le caselle degli extracomunitari nerazzurri erano tutte occupate. Moratti aveva promesso agli amaranto che il giocatore sarebbe arrivato tra dicembre e gennaio per chiudere la stagione a Livorno. Evento che non si è mai verificato perché l'entrourage di Thohir, nel frattempo subentrato ha posto il veto a un'operazione che avrebbe portato l'Inter ad accollarsi gran parte dell'ingaggio del giocatore senza avvalersi delle sue prestazioni. Principio che è stato applicato anche in occasione del passaggio in amaranto di Belfodil. Se ci fosse stato Moratti il prestito sarebbe stato secco, gratuito nel senso che il Livorno non avrebbe sborsato nulla per prendere il giocatore e poco d'ingaggio. Con l'indonesiano al timone Spinelli si è accollato una consistente fetta dello stipendio di Ishak: centinaia di migliaia di euro e non bruscolini. Fine della collaborazione, quindi. E allora questo derby giochiamocelo la massima grinta possibile.
La vigilia. Una nerazzurra via l'altra. Dopo l'Atalanta il Livorno si appresta ad affrontare l'Inter. Mimmo Di Carlo smaltita la rabbia per il doppio, infruttuoso turno esterno, sta ricaricando i ragazzi. Ieri pomeriggio ha somministrato al gruppo una massiccia dose di tattica, ma è l'aspetto del temperamento quello che sta più a cuore del tecnico di Cassino. Non può esserci salvezza per chi non lotta e allora lunedì in campo è richiesto un atteggiamento grintoso. Il prestigioso avversario, da solo, vale un carico di motivazioni. Se a queste aggiungiamo la classifica allarmante ecco che diventa normale attenderci un lunedì da leoni da vivere aggrappati alla nostra copertina di Linus: il 3-5-2 al quale Di Carlo è intenzionato a girare fedeltà. Contro l'Inter tornano a disposizione Emerson e Mesbah reduci rispettivamente dai infortunio e squalifica. Davanti maglia da titolare ( con spirito di rivalsa incorporato) per l'ex Belfodil sedotto e scaricato dai nerazzurri. Anzi per l'esattezza da Walter Mazzarri.
Arbitra Calvarese. Livorno-Inter sarà diretta dal fischietto trapanese. Curiosità: ha arbitrato gli amaranto solo in un'occasione all'Ardenza, a fine 2010 contro il Torino. L'arbitro è quello, secondo una nota apparsa sul sito ufficiale dell'Inter ieri mattina, che ha commesso l'errore più evidente ai danni dei nerazzurri (in coppa Italia a udine negò un rigore netto) che quest'anno non fanno altro che lamentarsi per i torti subiti...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
