Gioco
L’uomo che sussurra ai cavalli ha sbancato anche il premio Pisa
Riccardo Santini ha allenato Salford Secret che ha trionfato con il fantino serbo Petrovic « E pensare che avevo deciso di smettere, poi ho trovato un finanziatore e tutto è cambiato...»
LIVORNO. Classe 1960 e livornesissimo di origini (è nato in Via Paoli) anche se da qualche anno vive a Marina di Pisa. Questo l'identikit di Riccardo Santini che con il suo Salford Secret si è imposto nel Premio Pisa, la prova clou dell'ippodromo pisano, che si è disputata domenica scorsa davanti a un buon pubblico (oltre tremila i presenti) a San Rossore.
Una vittoria davvero esaltante vista la facilità con la quale il portacolori di Lanfranchi, affidato al jockey serbo Djordje Perovic, si è staccato dai nove validi avversari scesi in pista per la classica che si disputa a due passi dalla spiaggia del "Gombo". Un successo dal sapore del tutto particolare per il trainer livornese: vincere un "Pisa" non è cosa di tutti i giorni anche per gli allenatori più blasonati, ma soprattutto perchè Santini, qualche mese fa, giusto poche settimane prima dell'acquisto del tre anni, aveva quasi deciso di smettere, insomma di chiudere bottega, come si dice in gergo.
«Devo dire grazie al signor Lanfranchi se sono ancora qui ad allenare - esordisce Santini - nell'ippica italiana è sempre più difficile incontrare proprietari come il parmense che da diversi anni mi affida i propri portacolori. Nonostante l'estrema incertezza nella quale naviga il nostro turf Lanfranchi non ha esitato a sborsare quasi quarantamila euro per acquistare il tre anni. Sono andato personalmente in Gran Bretagna, nelle scuderie di Marco Botti, per poterlo visionare. Mi ha subito colpito il modello e in un amen ho chiuso la trattativa».
Dicevamo di una vittoria davvero schiacciante nonostante l'importato fosse al rientro dopo quasi tre mesi di inattività. E' sta proprio qui l'acume, la raffinatezza del trainer, in particolare di un allenatore come Riccardo Santini con pochi cavalli alle dipendenze (ne ha solo sette nelle scuderie di Barbaricina) e conseguentemente con scarsi riferimenti su cui contare per valutare al meglio la preparazione dei propri effettivi. Santini ha però un feeling del tutto particolare col Premio Pisa: ci andò già vicino nel lontano 1991 con Satalite Boy, primo sul traguardo ma poi retrocesso a tavolino con decisione che ancora fa discutere.
Il successo pieno è arrivato venti anni più tardi con Silver Ocean, che con i colori livornesi della Scuderia Maestro, riuscì ad imporsi nella prima edizione del "Pisa" disputato sul nuovo percorso in pista grande. Davvero bravo il livornese: pochi cavalli in allenamento ma risultati sempre sopra la media. Solo due settimane orsono Pride And Joy (stessi colori di Salford Secret e, come il tre anni, pescato con gran fiuto in Gran Bretagna) è riuscito a far suo il Premio Enrico Camici bissando il successo colto nel 2013. Un trainer sempre attento nella cura dei dettagli e nella presentazione dei suoi allievi, molto spesso i più belli dal punto di vista puramente estetico.
«I meriti non sono tutti miei - ci tiene a precisare Santini - ma della piccola equipe che segue giornalmente il lavoro di scuderia. E devo ringraziare soprattutto la mia fidanzata Claudia che tutte le mattine sale in sella ai purosangue. Le sue indicazioni sono davvero preziose e mi permettono di programmare al meglio l'attività dei cavalli».
E adesso? «Con Salford Secret la strada è quasi obbligata: andremo al Parioli delle Capannelle a sfidare i migliori tre anni italiani nell'ambito del miglio. Penso che possa avere ancora dei margini di miglioramento e sono certo che non ci farà sfigurare.
Pride And Joy dovrebbe invece trovare ancora qualche buona occasione, anche sulle piste metropolitane, nel tema della velocità. E poi credo molto in Lan Brave. E' un ottimo tre anni che ancora non ha fatto vedere di che panni realmente vesta. Tenetelo d'occhio.......».
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