Il Tirreno

Livorno

Bottai oltre l’impossibile Impresa con El Massoudi

di Mario Orsini
Bottai oltre l’impossibile Impresa con El Massoudi

Boxe, che spettacolo in un Palacosmelli gremito e Igor Protti a bordo ring Vittoria ai punti e una chance mondiale. Ma Lenny gela tutti: potrei smettere

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LIVORNO. Sul trono intercontinentale IBF dei superwelter, l’anticamera, o forse anche qualcosa di più, del mondiale. Lenny Bottai, in PalaCosmelli zeppo come un uovo, ha scritto una delle più belle pagine del pugilato livornese degli ultimi decenni.

Piegando ai punti, al termine di un’autentica battaglia, il fortissimo marocchino, naturalizzato francese, Ismael El Massoudi. Risicato, nel punteggio, ma super meritato nella sostanza, il verdetto complessivo dei tre giudici a favore di Lenny: 115-113 per Giovanni Lamusta e Andre Pasquier. E, esattamente rovesciato, 113-115 per il terzo giudice Leszec Jankoviak. Stupenda la coreografia, con Lenny che si è materializzato dentro una cortina di fumo ed inno francese e italiano e bandiera tricolore a scaldare i cuori. Le prime tre riprese sono sostanzialmente di studio.

El Massoudi ha dato qualche colpo di acceleratore ma e Lenny ha saputo controllare agevolmente a testa alta e in perfetto stile, facendo poco più del minimo sindacale. Dalla quarta ripresa il marocchino, mobilissimo sulle gambe, il tronco leggermente inclinato in avanti, e la testa, qualche volta, in maniera scorretta, a fare da ariete, inizia a caricare i colpi.

Lenny capisce l’antifona e mette in azione la contraerea: con veloci spostamenti e jab e ganci che trovano i pertugi giusti. Una tattica indovinata che gli consente di correre pochi rischi e mantenere il match in buon equilibrio. Dopo una sesta ripresa un pò statica, El Massoudi, cambia strategia e inizia a muoversi velocemente su e giù per il ring e ad affondare i colpi. Lenny, facendo anche tesoro dei consigli del suo allenatore Cristiano Mazzoni, invece di corrergli dietro lo aspetta al varco replica, a par suo, anche con violentissime bordate al bersaglio grosso. Nelle ultime due riprese i due boxeur, con fiammate improvvise, cercano di mettere fieno in cascina. Quando il the end è ormai dietro l’angolo Lenny scarica un violentissimo gancio sinistro al costato di Ismael e lo fa sbandare come una moto su un lastrone di ghiaccio. E’ la ciliegina sulla torta di un match che Bottai, come eleganza, stile, classe e correttezza ha meritato di vincere. Nonostante la battaglia e qualche testata di troppo, che ha lasciato segni sul volto, Lenny è lucido e fresco come una rosa: «Ho avuto l’onore di combattere con un grandissimo avversario, un campione del mondo, che merita un lungo applauso», le sue parole prima dell’abbraccio con Igor Protti e le montagne di reciproci complimenti. Poi i ringraziamenti speciali alla sua dolce metà, Veronica Del Giovane: «la mia signora da 15 anni». E al «meraviglioso pubblico». Non è mancata neppure la doccia scozzese per i tifosi: «Non so se questo è stato l’ultimo match oppure tornerò sul ring». Il riferimento, seppure tra le righe, probabilmente è a un professionismo che trova sempre meno spazio, a regole in evoluzione e a qualche porta sbarrata di troppo.

Sottoclou. Applaudita esibizione dei bambini: Manuel e Mitia Boldrini, Simone Tamberi, Jacopo Del Rio, Edoardo Tintori, Lorenzo Ramacciotti, Riccardo Benni, Dario Giusto, Giacomo Morelli e Tommaso Bombaci. Sei match tra dilettanti.

Sconfitta ai punti di Alessio Poggetti (Fortitude) con il moldavo Ion Ivan Mihelea. Vittoria di Artur Gronk su Francesco Carannante (Fortitude) e di Faruk sul debuttante Alessio Sitri (Fortitude). Sconfitta di Irene Spagnoli con Patricia Ciarloni. Match pari tra Genny Gori e Serena Bendelli (Apl). Stupendo successo infine per il 15enne Alessio Garzelli (Fortitude).

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