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Il Livorno non c’è più Gioca 15’, poi è buio pesto

di Alessandro Bernini
Il Livorno non c’è più Gioca 15’, poi è buio pesto

Buona partenza degli amaranto che poi si consegnano all’ottima Atalanta De Luca-Denis e tutti a casa. E adesso la salvezza è sempre più difficile

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INVIATO A BERGAMO. Ma dove pensiamo di farli i punti salvezza? Se vuoi restare in serie A, non puoi tornare da due trasferte con Torino e Atalanta con 0 punti e 5 gol subiti. O meglio: puoi farlo, ma a quel punto sei tu col cerino in mano mentre le altre si allontanano. E ora dietro l'angolo ci sono Inter e Juventus per cui la classifica rischia di gelarsi peggio di una stalagmite. Il Livorno ha perso perché tecnicamente peggio dell'Atalanta, ha perso perché giocava contro la squadra più in forma del campionato (quinta vittoria consecutiva), ha perso perché costretto a una difesa inventata vista le assenze di Emerson e Rinaudo, ha perso perché in certi casi devi mangiare le caviglie agli avversari e invece c'era qualche sguardo rassegnato di troppo. Quest'ultima non è una accusa, anzi, è una spinta a dare qualcosa in più sotto il profilo della cattiveria agonistica perché sennò da questa situazione non ci usciamo vivi. Rispetto a Torino la squadra è stata senza dubbio più viva, o forse sarebbe meglio dire "meno arrendevole", ma tenere il campo peggio di come è stato fatto cinque giorni fa era impossibile. Un cartellino giallo per il Livorno e zero per l'Atalanta non sono indicatori di una partita-battaglia. Anzi.

Fenomeno De Luca. Nella lunga lista dei fenomeni paranormali creati dal Livorno, stavolta si conquista la copertina tale Giuseppe De Luca, altro attaccante che segna ogni morte di Papa e naturalmente contro di noi ha inzuppato. Quest'anno il suo score diceva 11 presenze e 1 gol, figuriamoci se poteva perdere l'occasione.

Atalanta e onestà. Ieri Colantuono ha schierato la miglior formazione possibile. Non ha giocato solo Maxi Moralez ma perché aveva una lesione muscolare, fosse stato all'80% avrebbe giocato dall'inizio. Giusto così, per carità. Evidentemente Colantuono pensava che c'è il sogno Europa da cavalcare e che per battere il Livorno serviva la miglior formazione. Niente da dire. Adesso però ci aspettiamo che faccia altrettanto nelle prossime due partite, ovvero contro Bologna e Sassuolo. Niente turnover please, titolari in campo e battaglia. Grazie.

Incubo cross. Tornando al match di ieri, il Livorno ha dato il meglio di se nei primi 10 minuti. Un po' poco. Propositivo, costantemente nella metàcampo dell'Atalanta, ci aveva anche illuso. Poi col passare del tempo la squadra ha perso metri, subendo la velocità e la profondità di un'Atalanta che tecnicamente ha una marcia in più. I guai sono iniziati a piovere soprattutto dai cross. Ogni palla che arrivava in area, era un incubo. Evidente la scarsa sincronia nei movimenti difensivi. E proprio da una palla inattiva è arrivato il gol, con De Luca (era il 22') pronto a infilare una rete una mezza mischia su angolo. Il primo tempo del Livorno non ha avuto altri acuti. Poca spinta sulle fasce da Mbaye e Gemiti, un paio di inserimenti innocui di Benassi, mentre Greco galleggiava tra centrocampo e trequarti senza incidere, al pari di Emeghara che scattava senza arrivare mai. E Paulinho faceva quasi tenerezza, perché palla al piede era l'unico che sapeva cosa fare ma alla resa dei conti era sempre circondato dagli avversari.

Denis e tutti a casa. La speranza che qualcosa potesse cambiare nel secondo tempo è naufragata al 14' della ripresa quando Denis, in una delle poche palle toccate, ha sparato una mina delle sue dal limite dell'area. Attaccante vero, di quelli che spostano. Il Livorno non ha mai avuto la palla del pareggio, nemmeno una mezza occasione, e così prendere il 2-0 e farsi il segno della croce è stato tutt'uno. Di Carlo ha provato inserendo Belfodil al posto di Gemiti ma il suo tridente è durato poco meno di un quarto d'ora senza che la difesa dell'Atalanta ricevesse neanche una puntura, così ha tolto Emeghara mettendo dentro Duncan , poi poco dopo ci ha riprovato stavolta con Siligardi al posto di Biagianti. Carte mescolate e rimescolate nella speranza di pescare un jolly che non c'è. Perché obiettivamente ieri l'Atalanta giocava con un mazzo da ramino e non con un mazzo da scopa. E con 104 carte contro 40, non vinci mai.

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