Gioco
Saibene scopre la bella gioventù
L’ex coach dell’Olimpia Milano ha visitato il vivaio Don Bosco
LIVORNO. Guido Saibene al Don Bosco. No, non è una notizia di mercato bensì un gradito soggiorno che l’ex allenatore dell’Olimpia Milano e della Virtus Roma (in qualità di assistente di Charlie Recalcati) ha vissuto la scorsa settimana ospite appunto della società labronica. Una tre giorni di basket frenetico per seguire da vicino il gran lavoro svolto dai tecnici del settore giovanile e anche della prima squadra che, fortunatamente, domenica sera ha battuto Empoli in un derby fondamentale nella corsa alla salvezza (66-57 il punteggio finale). «Già un anno fa accettai con enfasi l’invito di Massimo Faraoni e del Don Bosco, un’esperienza positiva che infatti ho voluto ripetere».
Dall’altro capo della cornetta il coach milanese non usa mezzi termini, è entusiasta dello “stage” trascorso in città e non solo visto che si è diretto pure al Centro Coni di Tirrenia per un doppio allenamento della rappresentativa toscana 2000: «Avete presente una trottola? Ecco, ho girato a più non posso e di questo vorrei ringraziare la società che mi ha permesso di spaziare da una palestra all’altra e di assistere a numerosi allenamenti. Benissimo così, per intenderci una routine per uno come me che ama il basket e soprattutto adora insegnarlo agli altri…».
Saibene ricorda bene le varie Bini Viaggi e Mabo, le ricorda in un Pala Macchia caldissimo e ricolmo di passione: «Giocare a Livorno non era mai facile, il pubblico rappresentava un valore aggiunto e oggi è davvero un peccato vedere la massima espressione cittadina lottare per salvarsi in Dnb».
Un team costruito in estate intorno a Mario Gigena e Jack Sanguinetti, che nell’arco della stagione ha forse pagato l’inesperienza dei molti elementi Under 19 presenti del roster: «D’accordo ma faccio un esempio: ho assistito alla gara Dng a Montecatini con Mazzantini e Benvenuti in grado di dimostrare tutto il loro valore, mentre coi senior spesso e volentieri stentano. Devono capire che sì, sono ancora giovani, ma la fiducia che il Don Bosco ha riposto in loro nasconde motivi ben precisi, ovvero le qualità adatte per fare la differenza anche in Dnb».(a.m.)
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