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TOTTI-CASSANO AI MONDIALI LI PORTEREI

TOTTI-CASSANO AI MONDIALI LI PORTEREI

Più si avvicinano i Mondiali e più si alimenta il tormentone: in Brasile è il caso di portare uno tra Totti e Cassano? A mio avviso sarebbe opportuno portarli entrambi. Lo dico osservando la scarsa...

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Più si avvicinano i Mondiali e più si alimenta il tormentone: in Brasile è il caso di portare uno tra Totti e Cassano? A mio avviso sarebbe opportuno portarli entrambi. Lo dico osservando la scarsa qualità delle punte centrali che abbiamo: Balotelli ormai vive sulla luna, Immobile e Destro sono giovani promesse ancora troppo acerbe, la condizione di Giuseppe Rossi sarà tutta da verificare. Considerata la pochezza del nostro reparto offensivo, non mi sembra una cattiva idea puntare su un attacco "mascherato", con Cassano e Totti a svariare là davanti. Certo, il primo deve mantenere la condizione fisica (e psicologica) attuale, mentre il secondo deve ritrovarla dopo l'infortunio. Eppure sono convinto che un attacco senza punti di riferimento farebbe male ai difensori avversari. Prandelli, che tira spesso in ballo "l'etica", potrebbe considerare non giusto convocare in extremis i due giocatori? Io dico di no: il tecnico si maschera spesso dietro il linguaggio tipico della politica, ma è un uomo che conosce bene il calcio e ha concretezza nelle scelte. Senza contare che in Brasile, più della corsa, sarà importante la classe, la capacità di inventare. L'Italia non avrà uno strapotere fisico, perciò dovrà cercare di rendersi imprevedibile nella manovra.

Quella imprevedibilità che è mancata alle italiane nelle coppe europee. Al di là delle Alpi ci sono squadre che fanno delle escursioni offensive individuali la loro arma di forza. Non solo: le grandi d'Europa sono organizzate con una manovra corale, compatta, "globale". Una manovra che permette di attaccare con molti uomini, ma di portare gli stessi in fase difensiva. Le italiane non hanno questo dinamismo: quando attaccano si sfilacciano, si sbilanciano, con ali e terzini che sanno solo spingere, oppure solo difendere. Il Napoli è l'emblema di questo squilibrio. La squadra di Benitez è uscita meritatamente dall'Europa League: che senso ha nascondersi dietro al bel gioco e ai gol sprecati, se prendi due gol in casa? Il problema è un aspetto tattico che spesso sfiora il dilettantismo. Qualche recriminazione in più ce l'ha giustamente la Fiorentina, che ha avuto la sfortuna di incontrare sulla propria strada una Juve che, anche se ora è lontana dalla sua forma migliore, è pur sempre una realtà che può contare su ottima tecnica, fisicità, morale e soprattutto esperienza.

(a cura di Giorgio Carlini)

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