Gioco
Ma il golletto lo trova sempre
La Juve soffre anche a Catania, risolve Tevez nella ripresa. Espulsi insieme Conte e Maran
CATANIA. Dopo un’ora si poteva rispolverare il vecchio «clamoroso al Cibali» di Sandro Ciotti, alla fine però no. Il sedicesimo gol di Tevez proprio sullo scadere dell’ora di gioco ha deciso una partitaccia, più lottata che giocata. Contro l’ultima in classifica la Juventus si conferma stanca e in fase involutiva di gioco, ma grazie al guizzo di un altro dei suoi campioni continua la sua lunga scia positiva e punta ancor più decisamente allo scudetto e anche ai cento punti: ne mancano 22 e ce ne sono 27 a disposizione.
A Catania clima da corrida, partita molto più fisica che tecnica, botte e polemiche: nel primo tempo non si è giocato in pratica. Osvaldo ha avuto l’occasione più consistente, ma l’ha sciupata di tacco, Pirlo ha cercato di mettere ordine nel gioco della Juventus, ma i continui scontri e la clamorosa e inedita espulsione simultanea dei due allenatori hanno fatto capire che non era serata di calcio per esteti, ma di lotta furibonda scatenata da una squadra disperata (il Catania) che ha cercato soprattutto di non far giocare l’avversario, molto più dotato.
La Juve ha tentato di fare la partita, ma le è stato praticamente impedito. A gioco lungo però il gol di Tevez ha portato in vantaggio i bianconeri, l’espulsione di Bergessio (ennesimo fallo su Chiellini) ha deciso definitivamente la partita, al Catania il miracolo non è riuscito e le speranze di salvezza si fanno sempre più labili, anche se la prova di carattere di ieri sera da una parte sembra corroborarle. Per la Juventus, che deve affrontare 8 partite in un mese, la lunga avventura di fine stagione è cominciata con un successo che non avrà molto peso nella corsa verso lo scudetto, ma conferma come i bianconeri possano andare avanti anche con le seconde linee e come riescano sempre, in un modo o nell’altro, a centrare il risultato.
Per Conte il problema è soprattutto quello di dosare gli uomini-chiave: Pirlo ad esempio dopo il primo tempo è quasi sparito, Vidal è la controfigura di se stesso, in attacco Osvaldo ha fatto rimpiangere Llorente e a centrocampo gli esterni panchinari non possono garantire più del compitino. A Catania è bastato, dopo qualche brivido nel primo tempo, contro avversari più forti potrebbe non bastare.
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