Il Tirreno

Livorno

LA RIVOLUZIONE NON FERMA IL FENOMENO

di SERGIO BRACCINI

di SERGIO BRACCINI La MotoGp 2014 rivoluziona le sue regole e per mesi si discute di moto factory o open, motori in più o in meno, gomme morbide, pieni di benzina “a fisarmonica”. Poi, dopo tanto...

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di SERGIO BRACCINI

La MotoGp 2014 rivoluziona le sue regole e per mesi si discute di moto factory o open, motori in più o in meno, gomme morbide, pieni di benzina “a fisarmonica”. Poi, dopo tanto parlare, "pronti, via", si parte. T’aspetti di veder sfilare per primo sotto alla bandiera a scacchi questo o quell’outsider. Invece dopo i 22 giri in notturna in Qatar - e una gara ricca di colpi di scena, miracoli e staccate da infarto - nulla cambia.

A mettere tutti in fila è ancora il baby prodigio, Marc Marquez, che sotto i riflettori dà un’altra prova della sua immensa classe, dividendo la ribalta con un Valentino Rossi (e la sua Yamaha) in forma e combattivo come non lo si vedeva da un bel po’. Terzo, a pochi secondi dai primi, ma lontano un abisso quanto a grinta e spettacolarità, il torero stanco Pedrosa, eterna promessa mai sbocciata davvero, che guida la stessa Honda di Marquez ma pare un impiegato in sella alla Vespa. Peccato per il tuffo nella sabbia di Lorenzo, dopo uno scatto al fulmicotone al via, e per le successive scivolate del nostro Iannone, del provvisorio leader Bradl e dei vivaci Smith e Bautista. Per le rivoluzioni c’è tempo. Ma la partenza è incoraggiante. Si è rivista anche una buona Ducati. Lo spettacolo, finalmente, è tornato.

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