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Altro che Champions, l’Inter si becca il colpo della strega

Altro che Champions, l’Inter si becca il colpo della strega

Partita super sfigata: 4 pali, ripresa dominata invano E al 90’ è una bella e cinica Atalanta a fare il colpaccio

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MILANO. Se i pali valessero anche mezzo gol cadauno l’Inter (che ne ha presi 4 contro 1) avrebbe vinto ieri a San Siro contro la bestia nera Atalanta e adesso veleggerebbe in zona Europa coltivando forse anche qualche residuo sogno di Champions. Invece la squadra di Mazzarri, sfigata e sprecona, perde al 90’ ed è una botta dura per la classifica e per il morale: i bergamaschi hanno avuto un quintale di fortuna nella ripresa ma avevano fatto benissimo nel primo tempo, non si può dire che abbiano rubato. Diciamo che obbiettivamente era giusto il pareggio.

La squadra di Colantuono - prossima avversaria del Livorno, un gran brutto cliente - ha veramente impressionato e quasi dominato per mezz’ora mettendo a tratti sotto di brutto un’Inter evaporata dopo i primissimi minuti e sballottata a centrocampo. Mazzarri credeva di aver trovato la formazione ideale e, in attesa del rientro del «pugile« Juan Jesus, aveva confermato la squadra che invece fino al botta e risposta Bonaventura-Icardi ha scricchiolato e stentato. Dopo un paio di buone iniziative iniziali di Hernanes e Guarin, l’Atalanta ha cominciato a macinare gioco e occasioni, creando 4-5 palle-gol di cui una sola sfruttata, e immediatamente pareggiata dall’affondo vincente di Icardi che poi ha mostrato una maglietta amorosa con dedica a Wanda.

Nel secondo tempo però la musica è cambiata decisamente, la squadra di Mazzarri ha spinto con molta più grinta e velocità e l’Atalanta si è rintanata dietro rischiando a ripetizione. Guarin ha fallito in modo madornale una grande occasione e subito dopo ha scheggiato la traversa con un missile; poi è toccato a Palacio prendere un legno con un colpo di testa rovesciato su cross di Jonathan. A questo punto nel chiaro intento di vincere Mazzarri ha sostituito Cambiasso con Alvarez e poi D’Ambrosio con Nagatomo chiamando più indietro Hernanes; infine negli ultimi minuti si è giocato anche la carta Kovacic al posto di un terzino, Campagnaro. La pressione tambureggiante dei padroni di casa ha consigliato a Colantuono di inserire Raimondi al posto di Nica e successivamente il più tattico Baselli per Cigarini.

L’Inter ha attaccato con frenesia e un bel po’ di confusione, però per la veemenza e la continuità avrebbe meritato il gol: i tentativi di Hernanes (fuori) e Alvarez (alto) e soprattutto il doppio palo rocambolesco in pochi secondi di Jonathan e di Icardi da un metro hanno scandito il finale facendo giustamente imprecare Mazzarri («In certe annate si perdono anche partite così» ha commentato sconsolato alla fine il tecnico livornese).

La beffa in verità era un po’ nell’aria, l’Inter d’assalto ha lasciato spazi pericolosi all’Atalanta che un paio di volte è arrivata in area minacciosamente, costringendo Jonathan al salvataggio sulla linea su Brienza. Ma al 90’ proprio Jonathan (fin lì il migliore) si è perso Bonaventura che di testa ha infilato Handanovic da un passo. Chi sbaglia paga.

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di Redazione web